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«Vivere semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere» (M. K. Gandhi)
Centro Studi Sereno Regis
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Centro Studi Sereno Regis - Torino
 

newsletter 2016/02 | venerdì 22 gennaio 2016

Riflessioni


Migliorare la democrazia
di Johan Galtung

Alfaz, Spagna – La democrazia è il governo – il prendere decisioni –col consenso del popolo, il demos. C’è un’ ottima argomentazione: il popolo ne patirà le conseguenze. Quindi governo del, da parte del, e per il popolo. Problema: quale livello domina il processo decisionale? Il livello [4] nazionale (governo-parlamento-tribunali); [3] regionale (province-dipartimenti), [2] locale (autorità locali, comuni), [1] individuale? In teoria l’[1] è primario, basilare, sovrano; in pratica il livello [4]. Mediante rappresentanti eletti, confezionati in distretti elettorali, che rappresentano le preferenze individuali, confezionate in programmi di partiti. (continua)


Ai margini della specie
di Alessandra Pigliaru

Quando nel 1975 Peter Singer pubblica il suo Liberazione animale lo specismo assume i termini di una questione non più rinviabile. Seppure da un punto di vista utilitarista, il contributo del filosofo australiano ha potuto mostrare la violenza di quell’abito mentale secondo cui la specie umana si autoproclama superiore alle altre e, in nome di tale protervia, ritiene di poter disporre a piacimento della vita e della morte di altri viventi non-umani. In questo senso, l’emergere del movimento filosofico antispecista è anzitutto una posizione contraria a qualsiasi forma di sfruttamento e prevaricazione dell’umano sul non-umano. (continua)

Giovani «antenne» per la partecipazione sociale
di Alessia Degliangeli

Le società in cui viviamo risultano sempre più complesse, e per questo, hanno bisogno di maggiore cooperazione e partecipazione da parte di tutti i cittadini. Come dice il motto «L’unione fa la forza», ma spesso è difficile, per molte persone, sentirsi veri protagonisti dei territori d’ appartenenza. Le conseguenze possono dunque essere l’isolamento e il disinteresse da parte di chi ha perso la fiducia o semplicemente di chi non viene capito e ascoltato. (continua)


Dalle guerre alla nonviolenza: quali alternative alle armi?
Veronica Tarozzi intervista Mao Valpiana
Già prima, ma soprattutto dopo essere stati testimoni dell’acuirsi delle crisi in ognuno dei fronti di guerra, sapientemente aperti dal governo degli Stati Uniti d’America e dai suoi tanti alleati (Italia compresa), viene spontaneo chiedersi se ci siano alternative all’intervento armato per la risoluzione dei conflitti. Così come verrebbe spontaneo pensare che portare la pace con le bombe suoni quantomeno come un ossimoro. Specie quando le bombe vengono buttate direttamente sulla testa dei civili inermi. Può mai considerarsi un “danno collaterale” la morte di anche solo un bambino nel proclamato tentativo di sconfiggere il terrorismo internazionale? (continua)

Giornalismo di Pace

Il restauro della Casa Rosa di Beirut è un’idea confortante in mezzo alla distruzione
di Robert Fisk

Proprio mentre si pensava che l’eredità del Medio Oriente venisse distrutta, ecco una storia che dimostra il contrario. Forse. In Siria la storia del nostro mondo si sta spazzando via. Questa non è una storia di “luce alla fine del tunnel”, forse soltanto la scintilla di un fiammifero su un muro annerito di notte – un muro libanese – soltanto a 160 km. da Damasco. La vecchia e semi-abbandonata Casa Rosa sul lungomare è l’edificio più conosciuto di Beirut con le arcate e i balconi ottomani che simboleggiano la grande città levantina, una volta considerata il gioiello nella corona dell’Impero del Sultano. (continua)


Commemorazione dell’Articolo 11
di Manlio Dinucci

Un importante anniversario va ricordato nel quadro del 25° della prima guerra del Golfo: essa è la prima guerra a cui partecipa la Repubblica italiana, violando il principio, affermato dall’Articolo 11 della Costituzione, che «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Nel settembre 1990, su decisione del sesto governo Andreotti, l’Italia invia nella base di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti una componente aerea di cacciabombardieri Tornado. (continua)

Arti e nonviolenza



Fotografa, reporter, documentarista

Alessio Veronelli e Alessandro Bertoglio intervistano Monika Bulaj
Parlare di fotografia in radio non è facile, ma è bello. Se avete un computer sotto mano digitate Monika Bulaj e mentre parliamo con lei, una delle più grandi fotografe viventi, scorrete le immagini che appaiono sul suo sito. (continua)
Leila Alaoui, 1982-2016
Fonte: Internazionale

La fotografa franco-marocchina Leila Alaoui, 33 anni, stava lavorando per Amnesty international a Ouagadougou, in Burkina Faso, quando è rimasta ferita negli attentati del 15 gennaio: nella capitale un gruppo di jihadisti ha attaccato l’hotel Splendid e il bar ristorante Le Cappuccino. Quella sera Alaoui e il suo autista, Mahamadi Ouédraogo, avevano parcheggiato davanti al bar Cappuccino, sul lato opposto dell’hotel, quando sono stati entrambi gravemente feriti nelle esplosioni. (continua)

Progetti (Idee in movimento...)


INTERCULTURA-2
Intercultura: Ciak si gira!

Un percorso educativo e artistico in una delle scuole più interculturali del territorio torinese, L’I.I.S. Sella-Aalto-Lagrange, nel cuore di Porta Palazzo: 80% dei suoi studenti sono di origine straniera, più di 30 etnie convivono nel plesso scolastico, 40% gli studenti di religione mussulmana. E’ possibile in questo contesto offrire ai ragazzi e alle ragazze un percorso di riflessione sul tema del contrasto alla violenza razzista e della promozione dell’intercultura?
(continua)

Raccogliendo la pace

Interventi civili di pace in Palestina

Sito web di reporting del progetto "Interventi Civili di Pace in Palestina" di Un ponte per…, Assopace Palestina, SCI-Italia, Popular Struggle Coordination Commitee,  IPRI–RETE CCP, Centro Studi Sereno Regis, con il sostegno del Tavolo degli Interventi Civili di Pace e e Tavolo per la Pace della Val di Cecina.

Primo Piano
 


Salah Farah all'ospedale
In morte di un eroe
E’ morto nell’ospedale di Nairobi, Salah Farah, l’insegnante musulmano che fu ferito dai  terroristi di Al Shabaab per avere difeso i cristiani sul bus  il 24 dicembre scorso. (continua)

Corridoi umanitari: nel video le prime famiglie di rifugiati siriani che raggiungeranno l'Italia dal Libano.
E' imminente l'avvio del progetto realizzato da Comunità di Sant'Egidio e Chiese evangeliche italiane per salvare la vita dei profughi più vulnerabili. Nelle interviste le loro storie. (continua)

Premio LANZA DEL VASTO 2016
L’associazione Comunità dell’Arca di Lanza del Vasto bandisce un premio per un opera letteraria inedita (saggio, poesia, dramma, tesi di laurea ecc) sulla figura e l’opera di Lanza del Vasto. (continua)

Novità in Biblioteca


Salvatore Tripodi, Mi hanno mandato lontano. Storia operaia alla Fiat Lingotto, Bonanno, Roma 2015, pp. 104, € 10,00 (Recensione di Nanni Salio)


Renzo Sicco, Orfana di figlio. I giovedì delle Madres de Plaza de Mayo, Claudiana, Torino 2015, pp. 200, € 13,90 (Recensione di Cinzia Picchioni)

Pillole di semplicità volontaria
(a cura di Cinzia Picchioni)


Supposte di semplicità volontaria (di Dario Cambiano)
Sì avete letto bene. Questa «Pillola» non è una pillola (è un altro tipo di «medicinale») e non è neanche mia. L’ha scritta un lettore della «newsletter» (nonché socio e collaboratore prezioso del Centro Studi Sereno Regis, sulla scia delle Pillola. Questo è bellissimo: si sta creando una sorta di «passaparola»... (continua)

IPRI-Rete CCP


Riforme costituzionali/la posta in gioco 
di Gustavo Zagrebelsky
Coloro che, la riforma costituzionale, la vedono gravida di conseguenze negative non si aggrappano alla Costituzione perché è “la più bella del mondo”. Sono gli zelatori della riforma che usano quell’espressione per farli sembrare degli stupidi conservatori e distogliere l’attenzione dalla posta in gioco. (continua)


Chi sono i veri amici di Israele?
di Uri Savir
L’attuale governo è alquanto sbrigativo nell’etichettare come “nemico di Israele” chiunque osi criticare le sue politiche. Sono invece “amici” solo coloro che concordano con le sue decisioni; il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama non è contemplato nella lista. Un chiaro esempio in tal senso è la reazione alla decisione dell’Unione Europea di etichettare i prodotti delle colonie. (continua)


Giornata mondiale del migrante: se i diritti non sono di tutti, non sono di nessuno
di Valerio Cataldi
Tra le notizie di cronaca che precedono la Giornata del migrante e del rifugiato spiccano i nomi di tre spagnoli: Julio Latorre, José Enrique e Manuel Blanco. L’edizione internazionale di El Pais li definisce rescue workers, sono uomini impegnati nei soccorsi ai gommoni di cartone che ogni giorno cercano di attraversare il mar Egeo dalla Turchia alla Grecia, all’Europa. (continua)

#EXPOniamoci... occhio ai media


 

Agenda
Appuntamenti

Itinerario di Pace di Torino
sabato 30.01 | ore 15
Statua di Gandhi | Giardini Cavour, Torino


Mi hanno mandato lontano.
Storia operaia alla
FIAT Lingotto

martedì 2.02
ore 17.30, sala Poli



La Neofenomenologia: estetica, atmosfere e psicopatologia
giovedì 4.02
ore 17.30, sala Poli


Cinema | Life Is Sacred | CinEtica-Mondovisioni
venerdì 12.02
ore 21, sala Poli


Due come noi. L’immagine di sé e l’immagine dell’altro a confronto
sabato 13.02 | ore 15 - domenica 14.02 | ore 10, sala Poli


 Il filo scarlatto. Danze popolari per educare alla reciprocità
sabato 20.02
ore 14.30, sala Poli

Agenda
Cicli e rassegne



da giovedì 15.10
Super 60
dalle 9.30 alle 12.30
, sala Poli
 (continua)
dal 5.11 2015 al 16.04 2016
il ponte d’Irene 2015-2016 
(continua)

dal 9.11 2015 al 6.05 2016
CINETICA 2015/2016
Seconda stagione 
(continua)


dal 21.11 2015 al 9.04 2016
Formazione – Laboratori teatrali
sala Poli (continua)

4 incontri per riflettere su percorsi di liberazione, a partire dal pensiero di Paulo Freire, dal 18.01 al 29.02 2016

Non bull-ARTI di me…

Ricominciano i laboratori artistici: sceneggiatura, video-making, web radio per giovani dai 14 ai 19 anni, da gennaio a marzo 2016

Ambiente, guerra, nonviolenza
Novara | Corso di aggiornamento per insegnanti | da gennaio a marzo 2016

Agenda
Segnalazioni


martedì 26.01, ore 15, Centro Gobetti | Torino

Materiali e
approfondimenti



E ora... non bull-ARTI di me 2.0
(Scarica il libretto)


Johan Galtung | La trasformazione dei conflitti con mezzi pacifici (Scarica il manuale)


Interconnessioni tra violenza, ambiente, nonviolenza. (continua)



Le primavere Arabe: la decostruzione di un conflitto

(continua)
Perchè No Tav: conversazioni sulla disobbedienza civile in Valsusa (Guarda il video)

Rassegna stampa (a cura della redazione)


Migliaia in piazza contro la guerra a Roma e Milano. L’inerzia è finita
E’ finita la colpevole inerzia nella denuncia dei pericoli di guerra. In occasione del venticinquesimo anniversario della prima Guerra del Golfo (1991), oggi migliaia di persone, attivisti sociali, antimilitaristi, sindacalisti sono scesi in piazza a Roma, a Milano e in altre città, per dire No alla guerra che sta caratterizzando questo primo quindicennio del XXI Secolo. A Roma un corteo di massa, animato anche dalle orchestre popolari di diversi quartieri ha sfilato da Piazza Esquilino a Piazza Madonna di Loreto. A Milano il corteo è partito da Piazza San Babila arrivando fino alla Darsena dove sono state lanciate in cielo decine di lanterne. (continua)


Fecero un deserto e lo chiamarono pace
di Martina Pignatti Morano
Il 17 gennaio 1991 una coalizione di 35 paesi guidata dagli Stati Uniti attaccò militarmente l’Iraq con l’operazione “Desert Storm”. È bene rinfrescarci la memoria su quello che accadde venticinque anni fa perché ne seguirono a cascata eventi disastrosi per l’Iraq e il Medio Oriente, di cui tutti paghiamo lo scotto poiché viviamo in una casa comune, il Mediterraneo. (continua)


Un nuovo carico di bombe per l’Arabia Saudita: Rete Disarmo annuncia mobilitazioni
Fonte: Rete Italiana per il Disarmo

E’ inammissibile che dall’Italia continuino le spedizioni di bombe aeree per l’aviazione saudita che da nove mesi sta bombardando lo Yemen senza alcun mandato internazionale causando migliaia di vittime anche tra i civili e tra i bambini e in aperta violazione del diritto internazionale umanitario. Considerate le ingenti forniture avvenute in questi mesi non è nemmeno più pensabile che si tratti di autorizzazioni rilasciate negli anni scorsi, ma è molto probabile che si tratti di nuove licenze all’esportazione rilasciate dall’attuale Governo Renzi. (continua)


Dario Fo e il pugile zingaro che sfidò Hitler
di Massimiliano Castellani

«Perché un libro sul pugile Johann Trollmann? Perché è stato un artista dello sport che ha nobilitato quella cosa sacra, e sempre più dissacrata ai giorni nostri, che si chiama “cultura”. Trollmann ha cercato in tutti i modi di conoscere e di nobilitare la cultura della sua “razza”, quella zingara». È il prologo alla chiacchierata nella casa del premio Nobel per la letteratura Dario Fo (90 anni – il prossimo 24 marzo – e non sentirli) che presenta il suo ultimo libro Razza di zingaro... (continua)


Il Dr. King cancellato dal punto di vista dottrinale
di Paul Street

“Se dobbiamo ottenere la vera uguaglianza” - Due estati fa ho fatto per caso un’eccezionale scoperta in un negozio di libri usati. Ho trovato un’edizione originale del libro di Martin Luther King, pubblicato postumo: The Trumpet of Conscience [La tromba della coscienza] (New York, Harper & Row, 1968) – che è una raccolta di cinque conferenze che King diede alla CBC (Canadian Broadcasting System) nel novembre e dicembre del 1967, proprio cinque mesi dopo il suo assassinio (o esecuzione) a Memphis. La CBC aveva invitato King a parlare su qualsiasi cosa considerasse rilevante non soltanto negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo. La tromba della coscienza non corrisponde bene all’immagine casalinga convenzionale e imbiancata di King che viene “fornita” a tutta la nazione ogni anno durante e introno alla data della festa nazionale che porta il suo nome. (continua)


Il mondo in mano all’1% di super miliardari
di Andrea Baranes

Quando il movimento Occupy Wall Street lanciò lo slogan «siamo il 99%» probabilmente non immaginava che solamente pochi anni dopo quel 99% sarebbe realmente stato la parte più povera del pianeta. Eppure oggi l’1% più ricco della popolazione ha un patrimonio superiore a quello del rimanente 99%. Sono alcuni dati contenuti nell’ultimo rapporto di Oxfam sulle diseguaglianze, presentato in vista del Forum di Davos dei prossimi giorni. Sempre secondo il rapporto An economy for the 1%, non solo le diseguaglianze stanno aumentando, ma stanno addirittura accelerando. (continua)


Il pianeta della paura
di Pepe Escobar

Stare di fronte al luccicante skyline di Doha nell’inverno del Golfo Persico è una vista meravigliosa. Molte nazioni lì attorno si stanno disintegrando e le rimanenti – eccezion fatta per l’Iran – non hanno né la leadership politica né le infrastrutture economico-politiche per opporsi a qualsiasi tsunami colpirà le loro spiagge. Non sono altro che spettatori spaventati. L’Impero del Caos ha un arsenale da guerra dispiegato a distanza di tiro sufficiente a ridurre il Sudest Asiatico in cenere – dato che un gruppo dei soliti sospetti nella Beltway, neocon e neoliberalcon, continua a non trovare pace per i propri pruriti per “vincere davvero la prossima guerra”, in una sorta di Shock and Awe in crescita esponenziale. (continua)


Milagro Sala, referente dell’Amore
di Mariano Quiroga

Il presidente eletto dal popolo argentino e dalle società transfugazionali (gioco di parole riferito ai cambi di casacca che hanno prodotto l’alleanza che ha vinto le elezioni, N.d.T.) Mauricio Macri, è in vacanza da diverse settimane, con qualche interruzione, dato che tra partite di golf e tuffi nei laghi della Patagonia ha dovuto farsi qualche foto durante le alluvioni che hanno devastato diverse province del nord-est dell’Argentina, comparire davanti alla stampa e dare la sua approvazione alla firma dei decreti che  costituiscono questa nuova forma di governo “democratico” che non tiene conto né delle leggi né della Costituzione. (continua)


Salvatore o vendepatria? Il canale dei dubbi in Nicaragua
di Silvia Parmeggiani
Il Nicaragua è il secondo paese più povero del continente americano e nonostante gli sforzi del governo socialista di Daniel Ortega, presidente dal 2007, oltre il 40% della popolazione è sotto la soglia della povertà. Per questo l’ex guerrigliero sandinista propone la costruzione di un gigantesco canale, che, sfidando quello di Panama, dovrebbe portare benessere, prosperità e felicità al popolo nicaraguense. Il governo del del Frente Sandinista de Liberación Nacional (FSLN) garantisce che questa è la via verso l’indipendenza economica del paese, verso l’abolizione della povertà e della disoccupazione. (continua)

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