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La mia vita è il mio messaggio. (M. K. Gandhi)
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Sereno Regis
Torino

riflessioni e approfondimenti

n. 34/2016
venerdì 30 settembre
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21 settembre 2016: 10 indicazioni | Johan Galtung

La pace non è solo un’ idea grande, ma qualcosa di sacro. Il numero di indicazioni per la pace deve rifletterle quale numero sacro, come 10 riferito ai Dieci Comandamenti. Ma nel cristianesimo anche 3 è sacro, riferito alla Trinità. E nell’islam 1 sta per Un solo Dio. Nel buddhismo 4 sta per le Verità, e 8 per le Vie. E si trovano 5 e 7 in vari luoghi. Allora usiamoli tutti, conferendo una sacralità multipla alla pace. 

 
2 ottobre 2016 | Se vuoi la pace prepara la pace, con la difesa nonviolenta

Il 2 ottobre è la Giornata Internazionale della Nonviolenza (indetta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite). In questa data, infatti, si celebra l’anniversario della nascita di Gandhi, ispiratore dei movimenti per la pace, la giustizia, la libertà di tutto il mondo. È con Gandhi che nasce la nonviolenza moderna. 

Il movimento LGBTQ porta la danza nelle strade degli Stati Uniti | Sarah Freeman-Woolpert intervista Firas Nasr

Dopo aver saputo della sparatoria in un locale gay di Orlando, in cui 49 persone sono state massacrate e altre 53 ferite, Firas Nasr ha deciso di passare all’azione. Attivista queer, ballerino e difensore dei diritti umani, Nasr – che vive a Washington – ha cominciato a radunare un gruppo di amici...

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Lo stato del Mondo – secondo il giornalismo | Johan Galtung

Quello che vogliamo dai giornalisti: che ci diano la situazione del mondo, da un “luogo di guai” – teatro di violenza passata-presente-futura – a un altro. Non lo specchio del mondo, ma renderlo più trasparente.

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Stragi occultate in nome del profitto | Moni Ovadia

L’ultimo sabato del mese di aprile, ogni anno, se precedenti impegni professionali non me lo impediscono, partecipo ad una marcia a Sesto San Giovanni che parte dalla sede del «Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio» e arriva, dopo un tragitto relativamente breve, a piazza Carducci...
 

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Nuove adesioni al modello della nonviolenza | Brian Martin

L’interesse per l’azione nonviolenta è oggi più elevato che mai prima, ed emerge – tra l’altro – nella pubblicazione di nuovi libri. Qualche decina di anni fa erano rari i buoni libri su questo tema...


 
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Sabra e Shatila, un massacro da ricordare: voci dal campo [Parte III] | SCI-Italia

Volantinaggio. Quante volte ricorre questa parola nella vita di un giovane. Il pensiero vola subito alle terse giornate di calura estiva, quando la tua fronte è esposta ad una solatio costante, e vagheggi nelle periferie della città nelle ore più improponibili, al fine di procacciarti qualche soldo per fronteggiare la retta universitaria.

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Giochi dal labirinto di Shatila: voci dal campo [Parte II] | SCI-Italia

“Ahi!”, mi porto velocemente la mano destra al collo. Il punto in cui mi hanno colpito si arrosserà presto. “Mi verrà il livido”, penso. Mi volto verso il colpevole: eccolo lì, il monello che mi guarda soddisfatto con un’aria di sfida e orgoglio.

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Nuovi libri in biblioteca

Pillole di semplicità volontaria

Slavery

Cos’è, il nome di una nuova lavatrice?

Un campeggio internazionale oltre Trieste?

L’ennesimo agente segreto dell’ennesima serie dell’ennesimo regista che si allena a fare cinema?

No. Tutt’altro. Slavery è una parola inglese che si traduce in italiano con «schiavitù».

E perché ne parliamo? Non è stata abolita anni fa?

E perché ne scriviamo nella rubrica della Semplicità volontaria?

Ora provo a spiegarlo. (leggi tutto)

 

SerenoRegisTV

Presentazione del libro "Giornalismo di pace"

Presentazione del libro "Giornalismo di pace", curato da Nanni Salio e Silvia De Michelis per le Edizioni Gruppo Abele

Rassegna stampa

 - Jeffrey Coolidge, Getty Images Le parole per ferire
di Tullio De Mauro

La commissione Jo Cox contro l’intolleranza

Almeno dal 2013 associazioni e governi di diversi paesi europei hanno sviluppato iniziative per contrastare sistematicamente le manifestazioni di intolleranza, xenofobia, razzismo e incitamento all’odio a cui la rete permette di avere ampia risonanza. In particolare il Consiglio d’Europa ha concentrato la sua attenzione sui discorsi e le parole dell’odio e nel 2015 la sua assemblea parlamentare ha sollecitato i parlamenti nazionali ad avviare iniziative di inchiesta e contenimento su hate speech hate words. (leggi tutto)


rtx2bfs_crop.jpg_1718483346In tutto il mondo sono stati sradicati cinquanta milioni di bambini; che cosa farà l’Occidente riguardo a questo?
di Vijay Prashad

Leggere il nuovo rapporto dell’UNICEF : Sradicati: la crisi sempre più grave dei bambini migranti e rifugiati(Settembre 2016), è un’esperienza che fa riflettere. La principale statistica che caratterizza il rapporto, dovrebbe essere sulla bocca di ognuno che vive sul pianeta: ci sono cinquanta milioni di bambini che sono stati sradicati in tutto il mondo. Cinquanta milioni. I bambini costituiscono un terzo dell’umanità e, tuttavia metà dei rifugiati sul pianeta sono bambini. Quando sentiamo i politici parlare di ‘rifugiati’ in maniera velenosa, ricordiamoci che uno su due di coloro che mettono alla gogna,  sono bambini  che sono stati scaraventati fuori dalla loro vita di relativa stabilità  e gettati in una vita di totale incertezza. (leggi tutto)


«Sì all'accoglienza diffusa»
di Daniela Fassini

Guerini (Confcooperative): i grandi centri hanno fallito. Proposta Lepri? Bene i micro-progetti e modello Sprar

Ormai non può più essere considerata un'emergenza . Anche se ogni giorno continuano ad arrivare nuovi migranti. Lo sforzo di salvare , riconoscere, aiutareaccompagnare ed integrare le migliaia di persone che cercano una nuova vita in Europa, passando per l'Italia, è diventato "strutturale". E i costi dell'accoglienza sono un rebus da risolvere : mancano 600 milioni per pagare i centri che ospitano i migranti. (leggi tutto)


A che punto è la notte Europea?
di Franco Berardi Bifo

Proviamo a ricostruire i passaggi della distruzione finanziaria del progetto europeo. L’imposizione del debito come orizzonte dell’azione politica ha prodotto due effetti che si sono ormai consolidati. Il primo effetto è lo svuotamento della democrazia: le decisioni della popolazione e degli stessi governi nazionali non valgono niente quando si confrontano con la superiore autorità del finanziario. Il secondo effetto è un impoverimento drammatico delle condizioni di vita, uno smantellamento progressivo dei servizi sociali, una precarizzazione crescente del lavoro. (leggi tutto)


peresShimon Peres, la retorica della pace
di Zvi Schuldiner 

Tutta Israele si sta preparando a un funerale spettacolare con leader internazionali a dargli un gran risalto, e a ribadire che la pace è tanto positiva. Dalla collina di Gerusalemme dove Shimon Peres sarà sepolto, non si sentono le armi che massacrano i siriani a centinaia di migliaia – non poche sono state mandate proprio dai leader «pacifisti» che arriveranno qui – e il concerto di piagnistei, a parole a favore della pace, sarà guidato dalla battuta del premier Benjamin Netanyahu. (leggi tutto)


Colombia, storica firma di pace governo-Farc
di Barbara Uglietti

Paz. Paz. Paz. La parola rimbalza tra i riflessi candidi dello skyline, si rincorre sui muri coloratissimi della case del centro. I contrasti armoniosi di Cartagena sembrano dare solidità plastica ai tanti “opposti” che oggi, dopo 52 anni, finalmente, si ricompongono. Governo e Farc, guerra e pace, pas- sato e futuro; fine, inizio. È toccato a questa piccola città nel nord della Colombia il compito di dare un volto alla svolta – “storica”, in questo caso davvero – che cambierà il Paese. (leggi tutto)

La Siria come metafora
di John Feffer

La guerra in Siria è un incubo. E’ un incubo per tutti i civili che soffrono a causa dei costanti bombardamenti aerei, che sono intrappolati senza cibo e assistenza medica all’interno di città che si sgretolano, che sperimentano la punizione  o dello Stato Islamico o del regime di Damasco. E’ un incubo per coloro che cercano di scappare e che affrontano la prospettiva della morte nella fuga o il limbo del campo profughi. La Siria è un incubo per gli individui, milioni. Non è però soltanto questo. Se gli stati potessero sognare, allora la Siria sarebbe anche il loro incubo. (leggi tutto)


La road map Usa per balcanizzare la Siria
di Pepe Escobar

Dimenticate i meeting senza fine tra Sergei Lavrov e John Kerry; dimenticate l’intervento russo per evitare che il caos regnasse in Siria e dimenticatevi della possibilità che una vera tregua si realizzi e venga rispettata dagli alleati jihadisti degli Usa. Dimenticatevi delle indagini del Pentagono su cosa è accaduto davvero nel bombardamento “non voluto” a Deir Ezzor. La prova definitiva della vera agenda dell’Impero del Caos in Siria la si può trovare in un documento della DIA (defense intelligence agency) desecretato nel Maggio dell’anno scorso. (leggi tutto)


Nakba-AFPNon ci sarà pace finché Israele non accetterà le proprie responsabilità per la Nakba
di Gideon Levy

Il governo di Israele lo ha confermato ancora una volta: furono commessi crimini di guerra nel 1947-48; ci furono massacri, espulsioni, ci fu pulizia etnica – ci fu una Nakba, una Catastrofe, come i palestinesi chiamano la loro esperienza in quegli anni. Come lo sappiamo? Il governo sta per prolungare la secretazione di uno dei documenti più importanti dell’archivio delle Forze di Difesa Israeliane [IDF, l’esercito israeliano. Ndtr.] che riguarda la creazione del problema dei rifugiati palestinesi. Sessantotto anni sono passati e Israele sta occultando a se stesso la verità degli archivi – ci potrebbe essere una prova più chiara che c’è qualcosa da nascondere? (leggi tutto)


Brasile, i bambini salvati dal RING
di Lorenzo Longhi

Sulla Cidade Maravilhosasi sono appena spenti i riflettori dello sport internazionale, dopo le Olimpiadi chiuse anche le Paralimpiadi. Ora si torna alla Rio di sempre, quella della multiforme complessità di una nazione i cui capisaldi fissati già nella bandiera, ordem e progresso, appaiono a tratti sinistri: l’ordine, quello imposto in casi non infrequenti nella sua accezione più repressiva, è per pochi, figurarsi lo sviluppo. Inutile poi dire che coloro che intercettano il progresso non sono quelli che subiscono l’order. (leggi tutto)

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