Copy
«Vivere semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere» (M. K. Gandhi)
Centro Studi Sereno Regis
Follow on Twitter Friend of Facebook
Centro Studi Sereno Regis - Torino


newsletter 2014/24 | venerdì 18 luglio 2014

Riflessioni


Occhio per occhio e il mondo diventa cieco
di Nanni Salio
È perché ammiriamo e amiamo profondamente la ricchissima cultura ebraica, sagace, profonda, eclettica che siamo sempre più inorriditi dalla cecità della politica dell’attuale governo di Israele. La violenza genera violenza. Il fondamentalismo religioso e culturale degli uni è lo specchio del fondamentalismo degli altri. Il terrorismo di stato genera e alimenta il terrorismo dal basso, in una spirale che si autoalimenta. (continua)


Con che cosa ha che fare la storia – Guardate questa mappa della storia
di Johan Galtung
John B. Sparks fece una mappa della storia nel 1931—aggiornata nel 2010 (Metro Books) – una lunga mappa verticale su “popoli e nazioni in 4.000 anni”. Il tempo, la storia, sta sull’asse verticale, che elenca il quando degli avvenimenti e il dove nello spazio dei popoli e delle nazioni. La carta comincia con i cinesi, gli indiani, gli amoriti (Babilonia), gli egei (minoici e micenei), gli ittiti (in Anatolia), gli iraniani e i greci, prosegue con i romani, i britannici, gli unni (mongoli) e finisce con l’America Latina, gli europei dell’ovest e dell’est (l’UE è assente), il Medio Oriente, l’Africa subsahariana, i russi e gli americani, l’Asia in quanto India, Cina e Giappone; ciascuna parte proporzionata alla sua importanza a quel tempo. Discutibile. (continua)


L’ambientalismo dei poveri
di Joan Martinez-Alier
La crescita del metabolismo sociale è una delle principali cause delle ingiustizie ambientali locali e globali. La scala ormai globale dell’economia capitalistica contemporanea porta la linea di confine dei conflitti ambientali per l’estrazione di risorse sempre più vicina alle comunità povere e indigene. A partire dai sempre più numerosi ‘casi studio’ alcuni ricercatori hanno incominciato a produrre statistiche sui conflitti generali dall’uso crescente di risorse... (continua)


Le guerre per l’energia del XXI secolo
di Michael T. Klare
L’Iraq, la Siria, la Nigeria, il Sud del Sudan, l’Ucraina, l’Est e il Sud del Mar della Cina: ovunque si guardi, il mondo è in fiamme, con nuovi conflitti o vecchi conflitti in via di intensificazione. A prima vista, questi sconvolgimenti sembrano essere eventi indipendenti, guidati da proprie circostanze, uniche e peculiari. Ma se guardiamo più da vicino notiamo come essi condividano alcune caratteristiche fondamentali – in particolare, un infuso stregato di antagonismi etnici, religiosi e nazionali, portato al punto di ebollizione dall’ossessione dell’Energia. (continua)

Giornalismo di Pace


Il ritorno di George Orwell e la guerra del Grande Fratello alla Palestina, all’Ucraina e alla verità
di John Pilger
L’altra sera ho assistito a ‘1984’ di George Orwell messo in scena sul palcoscenico di Londra. Pur reclamando a gran voce un’interpretazione contemporanea, l’avvertimento di Orwell circa il futuro è stato presentato come un’opera d’epoca: remota, non minacciosa, quasi rassicurante. E’ stato come se Edward Snowden non avesse rivelato nulla, il Grande Fratello non è oggi uno spione digitale e lo stesso Orwell non ha mai detto: “Per essere corrotti dal totalitarismo non occorre vivere in un paese totalitario”. (continua)

Arti e nonviolenza


Tutti noi siamo collegati, nessuna di queste parole è solo mia
di Henia Belalia
L’atto della scrittura può essere altrettanto straziante come può essere esaltante, in questo caso, come parte di un processo per esplorare interconnessioni e storie di recupero quali strumenti possiamo utilizzare verso la liberazione collettiva. Quante volte mi sono seduta di fronte a una pagina vuota, le parole aggrovigliate nel mio intestino, bloccato tra lacrime e ricordi spezzati.
(continua)

Progetti (Idee in movimento...)


Sono on line le nuove proposte del progetto ‘Non bull-ARTI di me’ per gli studenti delle scuole medie!
Il gruppo informale No Hate Speech, grazie al finanziamento europeo del programma Gioventù in Azione e al supporto del Centro Studi Sereno Regis, ha elaborato le nuove proposte dirette agli istituti secondari di primo grado della città di Torino che vogliono attivarsi contro il Cyberbullismo. (continua)

Primo Piano


IRENEA...
Lavori in corso! Aggiornamenti in tempo (quasi) reale dal cantiere...
(continua)

Caro Luca, in questi tre anni…
di Nanni Salio
La vita di ognuno di noi passa in un soffio, ma la tua è stata ancora più breve. Nel poco tempo che ti è stato dato, sei stato capace di coltivare la cultura della nonviolenza con i progetti di servizio civile, di cui oggi c’è più bisogno che mai. (continua)



Campi estivi 2014

Il MIR-MN del Piemonte e Valle d'Aosta, in collaborazione con il Centro Studi Sereno Regis e con altri gruppi e comunità, organizza alcuni campi per l'estate con lo scopo di diffondere la nonviolenza praticandola.
(continua)

Novità in Biblioteca


Francesco Comina, L’uomo che disse no a Hitler. Josef Mayr-Nusser, un eroe solitario, il Margine, Trento 2014, pp. 184, euro 14,00 (Recensione di Cinzia Picchioni)


Alberto Castelli (a cura di), Politics e il nuovo socialismo. Per una critica radicale del marxismo, Marietti 1820, Milano-Genova 2012, pp. 268, € 22,00 (Segnalazione redazionale)

Pillole di semplicità volontaria (a cura di Cinzia Picchioni)


Nasci, consuma, crepa
Abito (co-abito in verità) a 600 metri di altitudine, su una collina, la “Collina dei conigli” come l’ho battezzata perché insieme a noi abitano 8 conigli, che stanno liberi sul prato davanti casa (e non si mangiano, mai!). Allora mio figlio mi dice: “Vedrai mamma che stando qui scoprirari la comodità dell’acquito on-line, non dovrai prendere l’auto e scendere a valle per comperare!”. (continua)

IPRI-Rete CCP


Tempo per ravvivare il movimento per la pace
di Matt Reichel
Sono passati 10 anni di letargo per il movimento per la pace, un intero decennio dopo le vivaci dimostrazioni nei primi anni di Bush, che hanno dato modo alle richieste liberali di spostare l’attenzione per sconfiggere il presidente nelle urne. Questa fissazione è rimasta tra le due elezioni presidenziali che si sono susseguite, dimostrando, oltre ogni ragionevole dubbio, l'inutilità di questo approccio per modificare la politica estera americana. (continua)

Agenda


3-4.10
CONVEGNO – 100 anni di guerra 100 anni di pace
sala Poli

In occasione di questa ricorrenza proponiamo al pubblico di ripercorrere questi cento anni mettendo in luce e valorizzando iniziative ed eventi che testimoniano la presenza di forme di opposizione alle guerre – dalle forme di resistenza nonviolenta messe in atto dai popoli alle iniziative concrete di azione nonviolenta per la costruzione della pace. (continua)





Sarajevo
mon amour

Racconti, incontri ed emozioni



Quel dovere di proteggere

di Andrea Lavazza
Avevano la «responsabilità di proteggere», anche se quest’espressione è entrata nel lessico dell’Onu solo qualche anno dopo. E, non avendola onorata, sono responsabili della morte di 300 bosniaci musulmani al cui prelevamento dalla loro base non si opposero di fronte alle forze serbo-bosniache che assediavano Srebrenica. (continua)

Rassegna stampa (a cura della redazione)


Lettera dall’entrata dell’inferno
di Nurit Peled El Hanan
Nurit Peled-Elhanan insegna all’università di Gerusalemme e ha scritto diversi libri, tra questi un’analisi dei libri di testo israeliani usati nelle scuole dove rivela il razzismo e la denigrazione “dell’arabo”; è stata tra le fondatrici del Parent’s Circle associazione di parenti palestinesi e israeliani che hanno avuto vittime. in un attentato kamikaze compiuto a Gerusalemme in Ben Yehuda  sua figlia di 13 anni è stata uccisa. Nurit  ha accusato il governo israeliano della sua morte. Attiva da sempre nei movimenti contro l’occupazione e la colonizzazione, è stata tra le promotrici del tribunale Russell sulla Palestina. Anche i suoi figli sono attivi nei movimenti dei combattenti per la pace e dei refusnik.

Cari Amici e militanti della pace, vi scrivo dall’entrata dell’inferno. Genocidio a Gaza, massacri in Cisgiordania e paura dei razzi ad Israele. Tre coloni israeliani rapiti ed uccisi, mentre la polizia, che è stata avvertita sul momento, non ha fatto niente. La loro morte è stata usata come pretesto per portare avanti l’attacco già pianificato alla Cisgiordania e a Gaza. (continua)


La verità scomoda: israeliani e palestinesi hanno gli stessi nemici
di Omar Bellicini
È passato poco più di un mese dalla preghiera per la pace, cui hanno preso parte, sotto invito del romano Pontefice, il Presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Abu Mazen) e il Capo dello Stato ebraico (Shimon Peres). Pareva l’inizio di un nuovo percorso di dialogo. È stata l’ennesima promessa tradita. Gli eventi hanno assunto ben presto una diversa traiettoria, mandando in soffitta quel timido tentativo di distensione… (continua)


Palestina, la resistenza nonviolenta e le donne di Nabi Saleh. Incontro con Manal e Nariman Al Tamimi
di Federica Ramacci
Sono passati sette anni da quando, nel febbraio del 2005, gli abitanti del villaggio palestinese di Bil’in, in Cisgiordania, hanno iniziato una resistenza nonviolenta contro l’occupazione militare israeliana, la politica di confisca ed espropriazione delle terre e la costruzione del Muro che divide i Territori. Da allora ogni venerdì, nella giornata sacra per i musulmani, gli abitanti del villaggio, riuniti in un comitato popolare di resistenza nonviolenta,  scendono in strada a protestare. Nel 2011, dopo sei anni di manifestazioni settimanali, e in seguito alle sentenze dell’Alta Corte israeliana a cui i residenti del villaggio si erano appellati, l’esercito ha iniziato a smantellare il Muro costruito illegalmente intorno a Bil’in. (continua)


Il vero scopo di Israele con l’operazione di Gaza? Uccidere gli Arabi
di Gideon Levy
Lo scopo dell’operazione Protective Edge (Margine protettivo) è di ripristinare la calma: i mezzi: l’uccisione di civili. Lo slogan della Mafia è diventato la linea politica ufficiale di Israele. Israele crede sinceramente che se ucciderà centinaia di palestinesi nella Striscia di Gaza, nella regione regnerà la quiete. E’ inutile distruggere le scorte di armi di Hamas che si è già dimostrata in grado di armarsi di nuovo. Non è un obiettivo realistico (e legittimo)  abbattere il governo di Hamas, un obiettivo che Israele non vuole raggiungere; è consapevole che l’alternativa potrebbe essere molto peggiore, per cui rimane soltanto uno scopo possibile per l’operazione militare: la morte agli arabi, accompagnata dall’incoraggiamento delle masse. (continua)


Il tormento di Gaza, i crimini d’Israele, le nostre responsabilità
di Noam Chomsky
Alle tre del mattino, ora di Gaza, nel mezzo del più recente esercizio di ferocia da parte di Israele, ho ricevuto una telefonata da un giovane giornalista palestinese di Gaza. Sullo sfondo potevo sentir piangere suo figlio nato da poco, in mezzo al rumore delle esplosioni e dei caccia che prendono di mira qualsiasi civile si muova, e anche le case. Aveva appena visto saltare in aria un suo amico in un’auto chiaramente contrassegnata “stampa”. (continua)


Cosa significa DAVVERO l’accettazione israeliana della tregua?
di Mya Guarnieri
Il Governo israeliano, con il voto di martedì mattina, ha accettato il cessate il fuoco mediato dall’Egitto. Hamas, che non è stata consultata, è in trattative dirette con il Cairo, ma ha criticato la proposta iniziale. Cosa significa tutto ciò? 1. Israele vuole tornare allo status quo, uno status quo funzionale agli interessi israeliani. Certo, vengono occasionalmente sparati razzi da Gaza, ma Israele ha l’Iron Dome e, nel sud del Paese scarsamente popolato, i razzi finiscono spesso in spazi aperti. Il lancio occasionale di razzi da Gaza in realtà aiuta i falchi israeliani a rafforzare le loro argomentazioni per portare avanti l’occupazione della Cisgiordania… (continua)

Copyright © 2014 Centro Studi Sereno Regis, All rights reserved.
Email Marketing Powered by Mailchimp