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La mia vita è il mio messaggio. (M. K. Gandhi)
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Sereno Regis
Torino

riflessioni e approfondimenti

n. 44/2016
venerdì 9 dicembre
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Si avvisa che a partire da martedì 27 dicembre 2016 e fino a venerdì 6 gennaio 2017 la biblioteca osserverà un periodo di chiusura.

Per la sola consegna di libri già in prestito si consiglia pertanto di contattare preventivamente il Sereno Regis via telefono (011532824). Non sarà invece possibile prendere nuovi volumi in prestito.  
Per rinnovare i prestiti attualmente in corso scrivere all'indirizzo mail: 
biblioteca@serenoregis.org.

I servizi della biblioteca riprenderanno lunedì 9 gennaio 2017.

Ci scusiamo per eventuali disagi e ringraziamo per la collaborazione.

Un mondo migliore ha meno violenza e guerra | Johan Galtung

The National Society of High School Scholars, Premio per il Miglioramento del Mondo Claes Nobel, Centro Carter, 3 dicembre 2016       

Sono molto grato per il Premio per il Miglioramento del Mondo Claes Nobel 2016 – intitolato a Claes, pro-pronipote di Alfred – e alla NSHSS (Associazione Nazionale per Studiosi di Scuole Superiori) con sede al Centro Carter qui ad Atlanta (Georgia, USA).

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Vivere al MOI | Klevisa Ruçi

Vivere al MOI in questo momento non è facile! Le problematiche che si riscontrano sono diverse, soprattutto dopo gli ultimi eventi. In tutto ciò, un ruolo importante è giocato dai media. Le riprese mediatiche di “certe azioni compiute dai rifugiati” hanno creato una certa paura e insicurezza ai residenti vicino alle palazzine olimpiche. Tutto sembra una messa in scena, uno scenario filmato solo per un determinato scopo: creare paura e mettere le persone gli uni contro gli altri; e purtroppo in un modo o nell’altro ci stanno riuscendo.

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Elogio del perplesso post-referendario | Marco Labbate

Il no ha vinto e questa è una buona notizia. Ci conferma infatti come, per quanto formidabili possano essere i mezzi di propaganda adoperati da una parte politica, questa non sia in grado da sola di giungere a sensibili modifiche della Costituzione. Perché ciò avvenga l’unica via perseguibile rimane quella dell’accordo tra avversari politici. Se questo non si verifica, la resistenza posta dagli oppositori è sufficiente per respingere qualsiasi tentativo di revisione unilaterale della Costituzione.

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L’arte della protesta | Tina Rosenberg

In Polonia vige una legge sull’aborto tra le più severe in Europa. Pochi mesi fa un provvedimento appoggiato dal governo ha cercato di inasprirla ulteriormente, proponendo una pena fino a 5 anni di carcere per le donne che hanno avuto un aborto. Le donne polacche hanno risposto con uno sciopero generale: il 3 ottobre le strade delle città principali sono state invase da un’onda di manifestanti, decine di migliaia – soprattutto donne vestite di nero.

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Gli occhiali di Gandhi | I premi

34° Torino Film Festival
Premio alla cinematografia nonviolenta
a cura del Centro Studi Sereno Regis

La giuria della sesta edizione del premio “gli occhiali di Gandhi”, composta da Elsa Bianco, Sara Galignano, Ahmad al Khalil, Stefano Grossi, Cristina Voghera

PREMIA

Per aver raccontato con sguardo poetico la vita di una donna che testimonia con la sua esistenza il processo di emancipazione del mondo femminile.

Per aver narrato come la vecchiaia e la serena accoglienza della morte siano diventate il suo ultimo e definitivo atto politico

LES VIES DE THERESE
di Sebastien Lifshitz

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Marionette per promuovere la pace in Bosnia Erzegovina | Alizée Gau

Siamo tutti importanti. Mercoledì 8 Novembre è un giorno speciale per i bambini della scuola primaria di Jajce, in Bosnia Herzegovina. Non appena suona la campanella delle 10, i bambini corrono fuori dalle classi e aspettano entusiasti fuori dalla porta di legno della palestra. Due insegnanti li seguono dicendo loro di fare silenzio, prima che un uomo vestito di rosso apra la porta dicendo loro allegramente...

 

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Matite “delebili”: tra referendum e crisi della realtà | Robin Piazzo

Democrazia valoriale. Nella turbolenza di queste ore complesse e drammatiche di vuoto politico, prendiamoci la libertà di scivolare con lo sguardo nel passato. Come si dice, la storia conta. Questo non significa che sia possibile trarre dal passato lezioni letterali sul come comportarsi oggi; piuttosto, si può utilizzare il passato come “altro polemico” da proiettare sul presente...

 

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Lo Stato del Mondo Oggi: uno Sguardo | Johan Galtung

“Sguardo” a significare non soltanto un’occhiata dall’alto, ma una posizione presa sul mondo riguardo alla quale l’elettorato USA sta ora abbandonando Donald Trump. Quel mondo è oggi fondamentalmente multi-polare, forse con 8 poli: Anglo-America, America Latina-Caraibi, Unità Africana, Islam-OIC (Organizzazione per la cooperazione islamica) da Casablanca a Mindanao, Unione Europea, Russia...

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Le lotte ambientali – world swaraj? | Elena Camino

Un oleodotto – una visione del mondo. La “Dakota Access Pipeline”è il nome dell’oleodotto che dovrebbe attraversare gran parte degli Stati Uniti per collegare le aree di produzione del petrolio alle aree di distribuzione e utilizzo. Alcuni dati tecnici ed economici disponibili sul sito della Compagnia (Dakota Access, LLF) danno un’idea sia dell’estensione delle trasformazioni del territorio (una tubazione del diametro di 75 cm alloggiata entro uno scavo...
 

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Ombre rosse a Standing Rock | Marco Cinque

Ieri la Casa Bianca e lo Us Army Corps of Engineers hanno annunciato lo stop allo scavo della Dakota Access Pipeline a Standing Rock. Il capo Harold Frazier ha dato l’annuncio al grande accampamento di Oceti Sakowin che l’ha accolta con un’esplosione di gioia. A questo punto, in attesa di Trump, l’oleodotto non passerà sotto il lago Oahe...



 

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”Italia Ripensaci” e lavora per la messa al bando delle armi nucleari

“Sul cammino iniziato all’ONU per la messa al bando delle armi nucleari: Italia Ripensaci!”. È questa la richiesta esplicita inviata da Senzatomica e Rete Italiana per il Disarmo al Governo italiano, tramite una lettera spedita nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio Renzi e al Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Gentiloni, affinché il nostro Paese muti la propria posizione politica...

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Praticare la disobbedienza: la giustizia sociale e ambientale dipende dalla nostra capacità di disobbedire | Max Wilbert

Perché il mondo sta per essere distrutto? In larga misura, la risposta ha a che vedere con il consenso. La maggior parte degli abitanti del pianeta supporta, attivamente o passivamente che sia, i sistemi di potere – supremazia bianca, capitalismo, civilizzazione industriale, patriarcato – che stanno uccidendo il pianeta. Perchè le persone obbediscono ad un’autorità ingiusta?

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Le storie di lotta di Lorenzo Barbera

Nell’ambito di Resistenza per tutti – Percorsi di lotta popolare nonviolenta, il 29 ottobre abbiamo incontrato Lorenzo Barbera e la sua compagna Nuccia Tasca al presidio No Tav di Villarbasse. È stato un incontro emozionante per almeno due motivi: Il primo motivo è che l’esperienza di quegli anni (siamo tra gli anni 50 e 70) ci ha fatto comprendere concretamente come la disobbedienza civile rimane la via maestra di fronte a situazioni ingiuste...

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Considerazioni sulla morte di Fidel Castro | Karim Metref

Fidel per me è stato un “compagno”. Un compagno d’infanzia. Ci sono quelli cresciuti con storie di Sandokan, quelli cresciuti con storie fantastiche, fantascienza… Io pur avendo letto di tutto da piccolo posso dire senza mentire che sono cresciuto a pane e leggende dei leader socialisti. Mio nonno, mio padre, i miei fratelli, vari miei cugini… tutti erano ammiratori di Lenin, di Mao, Guevara e Castro, Ho Chi Minh e Giap.

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Nuovi libri in biblioteca

Pillole di semplicità volontaria

Eccoci di nuovo…

E già… è – di nuovo – Natale e, come sempre, qualcuno mi ha già chiesto: “Come si fa a Natale con la semplicità volontaria, con l’impronta ecologica…?”.

E anche in questo caso io rispondo con la frase koan della semplicità volontaria, con l’interrogativo che dovrebbe sempre guidarci nelle nostre scelte: “Mi serve davvero la tal cosa?”, anzi in questo caso devo chiedermelo cambiando il pronome: “Le/gli serve davvero la tal cosa che ho intenzione di regalarle/gli?”.

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SerenoRegisTV

26.11.2016 | Cerimonia di premiazione de "gli occhiali di Gandhi" | 34° TFF
8.11.2016 | Seminario aperto | Luciano Gallino.
Tra magistero scientifico e impegno politico 

Rassegna stampa

illustrazione di Paolo Bacilieri
Dentro l’Ex-Moi
di Francesco Migliaccio

A Torino esiste un’aula dove s’incontrano italiani e migranti. È il luogo di una scuola serale, informale, regolata dall’improvvisazione. Si trova al piano terra di una palazzina occupata dove abitano migranti africani. Da tre anni frequento l’aula e queste sono note, memorie e pensieri che ho raccolto nel tempo. Erano trascorse poche settimane dalla nascita della scuola e sulla cattedra tenevamo il quaderno rosso dei nomi. In un’assemblea di insegnanti si decise di registrare gli studenti che partecipavano alle lezioni. Alcuni di noi hanno lavorato nella scuola: forse un’abitudine irriflessa – una tentazione rituale all’appello – si era depositata in noi.

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pittella kyenge congo

Peace walking man arriva a Bruxelles per chiedere la pace in Congo
di Lisa D'Ignazio

Bruxelles – “Non vogliamo sentire parlare fra dieci anni di un genocidio, quando si poteva fare qualcosa oggi”. L’appello ad aprire gli occhi su quello che sta succedendo nella Repubblica Democratica del Congo lo ha lanciato Peace walking man, attivista per i diritti umani, John Mpaliza, cittadino italiano di origini congolesi arrivato a Bruxelles dopo una marcia a piedi partita lo scorso 23 ottobre da Reggio Emilia.

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JPEG - 34.3 KbNo alla «riforma» bellicista
di  Manlio Dinucci

La maggioranza degli italiani, sfidando i poteri forti schierati con Renzi, ha sventato il suo piano di riforma anticostituzionale. Ma perché ciò possa aprire una nuova via al paese, occorre un altro fondamentale No: quello alla «riforma» bellicista che ha scardinato l’Articolo 11, uno dei pilastri basilari della nostra Costituzione. Le scelte economiche e politiche interne, tipo quelle del governo Renzi bocciate dalla maggioraza degli italiani, sono infatti indissolubilmente legate a quelle di politica estera e militare.

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donna beduinaIl sionismo nella sua espressione migliore
di Amira Hass,

I video prodotti dal gruppo di coloni di Hiran mostra molti ebrei festanti, che amano cantare e suonare, raccontare barzellette e divertirsi. Saranno presto ancor più contenti, quando si sposteranno nel luogo della loro comunità defintiva nel nordest del Negev. La terra che lo stato ha destinato a loro si chiama Atir/Umm al-Hiran e per 60 anni ha ospitato i membri della tribù beduina di Al-Qi’an. In altri termini, le case ed i parchi giochi per i bambini ebrei che verranno costruiti là, ed i parchi che vi verranno piantati, saranno tutti edificati sulle rovine delle case e delle vite di circa 1000 altre persone, che sono anch’esse cittadini israeliani (alcuni dei quali hanno servito nell’esercito, se a qualcuno importa).

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01 12 2016 keynote image 590

La guerra imminente con la Cina
di John Pilger

Quando andai per la prima volta a Hiroshima nel 1967, l’ombra sui gradini era ancora lì. Era l’impronta quasi perfetta di un essere umano a proprio agio: gambe divaricate, schiena piegata in avanti, una mano sul fianco mentre sedeva, aspettando che la banca aprisse. Alle otto e un quarto della mattina del 6 agosto 1945 lei e la sua sagoma si fusero con il granito. Fissai quell’ombra, ancora oggi indelebile nella mia mente, per un’ora o forse più. Quando ci ritornai molti anni dopo era sparita: rimossa, “scomparsa”, perché politicamente imbarazzante.                                                                                                                                                                         

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L’attivismo ambientale nero che cerca spazi e ascolto 
di Antonella Sinopoli 

Stop cooking Africa and the planet“, è stato questo il grido di protesta degli attivisti riuniti al Forum della società civile, tenuto a latere degli incontri di Cop22 a Marrakech. Le conferenze sul cambiamento climatico che ha visto partecipare 197 Paesi, riuniti per mettere a punto e incrementare le strategie decise lo scorso anno a Parigi, sono anche state un momento di riflessione non solo in loco ma intorno al mondo. Per rendersi conto – se ancora ce ne fosse bisogno – che è dalla gente comune che parte il grido: facciamo qualcosa per salvare il pianetaA cominciare dall’Africa, il cui impatto del cambiamento climatico ha già da tempo raggiunto livelli altamente rischiosi e letali. Per il territorio e per le persone.

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Il potere al popolo: l’eredità di John Lennon continua a vivere 
di John W. Whitehead

“Dovete ricordare che establishment, è soltanto un nome che indica il male. Al mostro non interessa se uccide tutti gli studenti o se c’è una rivoluzione. Non pensa i maniera logica, è fuori controllo.” John Lennon (1969)

La resistenza militante non violenta funziona. Le proteste pacifiche prolungate funzionano. I movimenti di massa con enormi numeri di partecipanti funzionano. Sì, America, è possibile usare le occupazioni e la disobbedienza civile per opporsi alle politiche del governo,  per contrastare  l’ingiustizia e apportare  il cambiamento al di fuori dei confini dell’urna elettorale. E’ stato fatto prima. Si sta facendo adesso. Può essere fatto di nuovo.

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In lingua originale

Standing Rock celebrates victory while pondering the struggle ahead
By Sarah Aziza

After months of peaceful resistance, the Standing Rock Sioux tribe and their allies scored a historic victory on Sunday, as the U.S. Army Corps of Engineers announced it would deny construction permits for a key section of the Dakota Access Pipeline. The announcement essentially halts the project, while also highlighting the power of the sustained resistance movement by Native Americans, environmental activists and thousands of allies. The stand-off at Standing Rock began months ago, when several dozen Native demonstrators formed a peaceful “prayer camp” in the path of the impending 1,172-mile oil pipeline.

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Harmony with Nature: Toward an Earth Jurisprudence
By Richard Falk

This post consists of my responses to four questions asked of 189 ‘experts’ around the world by a project of the UN Harmony with Nature Network, as assembled through the good offices of my friend, Barbara Baudot. To have access to the responses of others go to www.harmonywithnature.org. This corpus of work is a rich depository of global wisdom relevant to the most original and daunting challenge ever to have faced humanity as a whole. My own approach is based on the biopolitical imperative in this historical period of developing an ecological consciousness for the sake of human wellbeing, and possibly species survival. Reestablishing rapport with nature has become a postmodern necessity. It is helpful to recall that rapport based on the recognition of human dependence on nature had been an essential feature of pre-modern reality.

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Food Politics: The GMO Conspiracy
By Mel Gurtov

3 Dec 2016 – One of the longest-standing tricks of the corporate trade is to produce an item that is dangerous, breakable, or soon to be obsolete and then produce another item that will supposedly remedy the defect.  That is what is happening with basic GMO-laden crops such as corn, wheat, and rapeseed: As they become resistant to Roundup and other toxins designed to keep them bug- or disease-free, the producers—such as Monsanto and Syngenta—come up with new herbicides for the farmer to apply.

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Seeking the True Path
By Robert J. Burrowes

23 Nov 2016 – One of the more subtle manifestations of the intimate link between (unconscious) human emotions and behaviour is illustrated by the simple concept of choice and how this is so often reduced to a dichotomy between two bad options. In such circumstances, most people choose whatever they consider to be ‘the lesser evil’. But how often are there only two options, even if they appear ‘good’ and ‘bad’? Frankly, I cannot think of one circumstance in which my choices are limited to two, however good or bad they appear to be. Why does this belief in just two options arise?

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Hebron activist’s trial opens amid calls to drop “baseless and politically motivated charges”
By Andrea Valentino

Issa Amro, a well-known Palestinian activist, is in court today [Thursday 23rd] as his long-awaited trial begins. Amro, co-founder of the Hebron-based campaign group Youth Against Settlements, is charged on eighteen counts, the earliest relating to an incident from 2010. According to the court deposition, Amro’s charges include “obstructing a soldier” and “insulting a soldier.” This second charge, dating from July 2013, specifies that “the defendant insulted a soldier or committed any other act to hurt his dignity or status as a soldier.”

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