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«Vivere semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere» (M. K. Gandhi)
Centro Studi Sereno Regis
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Centro Studi Sereno Regis - Torino


newsletter 2014/27 | giovedì 28 agosto 2014

 

 

Riflessioni


USA-Israele vs. mondi arabo-musulmano: che succede?
di Johan Galtung
Nulla di buono. Ma diamo uno sguardo con le modalità standard degli studi per la pace: diagnosi-analizzare, prognosi-prevedere, e terapia–rimedi, perfino soluzioni. “Israele-Palestina” è il discorso preferito da Tel Aviv-Washington. (continua)


Per una difesa nonviolenta
di Augusto Cavadi

Possedere armi, o per lo meno averle a disposizione e saperle adoperare, è stato per millenni un privilegio. Quando, dunque, con la rivoluzione francese di fine Settecento e la successiva fase napoleonica di inizio Ottocento, nacquero le “Guardie nazionali” e gli eserciti popolari, l’equazione cittadino = soldato apparve, e fu, un progresso civile. (continua)


Erdogan dovrebbe concentrarsi sulla politica estera
Yonca Poyraz Dogan intervista Johan Galtung
Il nostro ospite di questa settimana per i “Colloqui del Lunedì” dice che il presidente eletto Tayyip Erdogan dovrebbe concentrarsi sulle tante sfide di politica estera che ha di fronte anziché sulla trasformazione del sistema parlamentare della Turchia in sistema presidenziale. (continua)


Unirsi per la pace, costruire una pace sostenibile con valori universali nel centenario della I guerra mondiale – criminalizzando la guerra
di Johan Galtung
Abbiamo raggiunto una certa età, a 50 anni; e io sono il solo fondatore sopravvissuto di quel 1964 a Londra, capitale di un’isola nebbiosa nel mare del Nord. Adesso c’incontriamo nella solatia capitale di un altro impero, che collega tre continenti. (continua)


Praticare la nonviolenza come strumento di lotta e difesa del territorio
di Elena Camino

La Valsusa e il rifiuto della violenza. Campo MIR-MN – 10-17 agosto 2014. Il campo si è svolto all’imbocco della Valsusa, a circa 700 m slm. presso la cascina Pogolotti della frazione Mortera nel comune di S.Ambrogio, sull’antica via dei Principi che porta alla Sacra di S. Michele... (continua)


L’organizzazione israeliana B’Tselem è stata esclusa dal servizio civile nazionale
di Gili Cohen
I giovani israeliani non potranno più scegliere B’Tselem per svolgere il servizio civile al posto di quello militare; lo ha detto questa settimana il responsabile del servizio civile nazionale dopo avere accusato l’organizzazione di difesa dei diritti umani di agire “contro lo Stato e i suoi soldati”. (continua)


I sintomi di fascismo in Israele hanno raggiunto un nuovo picco durante l’operazione a Gaza
Gidi Weitz intervista Zeev Sternhell
All’una del pomeriggio di un giorno del settembre 2008 il professor Zeev Sternhell ha aperto la porta della sua casa in via Agnon a Gerusalemme per entrare in un cortile interno. Appena ha girato la maniglia un’assordante esplosione ha scosso l’edificio. (continua)

Giornalismo di Pace


Se Obama può vincere il Premio Nobel per la pace, perché non le Forze di Difesa Israeliane?
di Robert Fisk
Ora so che le Forze di Difesa Israeliane sono famose nei canti e nella leggenda. Umanitarie, coraggiose, altruiste, moderate, disposte a dare la propri vita per gli innocenti tra i loro nemici, ecc. ecc. Exodus, di Leon Uris – il racconto razzista, romanzato, della nascita di Israele nel quale gli Arabi sono raramente citati senza gli aggettivi “sporchi” e “puzzolenti”- è stato uno dei pezzi migliori della propaganda socialista-sionista che Israele potrebbe aver cercato. (continua)


Se la sicurezza degli ebrei in Medio Oriente stesse davvero a cuore a paesi europei come Germania e Austria, non dovrebbero continuare a finanziare l’occupazione israeliana
di Amira Hass
Con il suo prolungato silenzio, la Germania ufficiale sta collaborando con Israele nel suo percorso di distruzione e morte promosso contro il popolo palestinese a Gaza. La Germania non è sola, anche il silenzio dell’Austria è assordante. (continua)


Andate a Gaza, guardate con i vostri occhi
di Gideon Levy
Potremmo forse fare una discussione, per quanto breve, che non sia piena di odio velenoso? Possiamo lasciar perdere per un momento la disumanizzazione e demonizzazione dei palestinesi e parlare spassionatamente di giustizia, lasciando da parte il razzismo? (continua)

Arti e nonviolenza


Una canzone per Gaza: la ballata di Rivka e Mohammed
di Leo Rosselson
Stavo guardando le notizie da Gaza
e mi sono addormentato sulla poltrona
e quando mi sono svegliato dal sonnellino
c’era una ragazzina.
Disse: “Mi chiamo Rivka
mi hanno uccisa perché ebrea.
Sono morta nel ghetto di Vilna
Nel 1942. (continua)


58 seconds. COLLABORATIVE PHOTOGRAPHY PROJECT
di Héla Ammar
Lo chiamano "avvertimento umanitario" per lasciare le case prima che il bombardamento abbia inizio. Mandano un sms o fanno una telefonata. A volte mandano volantini. Usano anche il "roof-knocking" cioè viene lanciato un missile depotenziato sul tetto della casa... questo significa che il peggio deve ancora avvenire... 58 secondi dopo. (continua)

Progetti (Idee in movimento...)


AIUTARSI AD IMPARARE! Con l’apprendimento cooperativo si arriva più in alto…
Un percorso formativo di 61 ore, completamente GRATUITO adatto a te se ti stai chiedendo… la lezione frontale è il miglior metodo per un apprendimento efficace? Le risorse di un gruppo sono più della somma dei singoli? Quale apprendimento tiene conto delle diversità e ne trae arricchimento? Iscrizioni entro il 7.09. (continua)

Primo Piano


IRENEA...
Lavori in corso! Aggiornamenti in tempo (quasi) reale dal cantiere...
(continua)

Avviso urgente!
Cerchiamo numeri e/o annate complete di «Azione nonviolenta»: 1964; 1965; 1966; 1967; 1968. La persona di riferimento è Nanni Salio (oppure Cinzia Picchioni, il mercoledì mattina) rintracciabile telefonicamente al numero 011532824. Vi ringraziamo per la collaborazione.


100 Premi Nobel, artisti e intellettuali chiedono un embargo militare ad Israele
Quasi 100 artisti e personalità di tutto il mondo, anche italiani, hanno pubblicato una lettera aperta per esigere che l’ONU e i governi del mondo impongano “un embargo militare totale e giuridicamente vincolante verso Israele, simile a quello imposto al Sud Africa durante l'apartheid”. (continua)


Basta guerre! Mai più vittime!
Troviamoci tutti a Firenze il 21 settembre ascoltando popoli e società civili e costruendo un percorso di PACE e GIUSTIZIA Ci siamo mossi subito, reagendo alle prime azioni militari in Palestina ormai trasformate in una guerra cruenta, per chiedere che la ragione non cedesse ancora una volta il passo all’illogicità della violenza. (continua)

Novità in Biblioteca


Fra' Vincent McNabb, La Chiesa e la Terra, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 2013, pp. 272, € 18,00 (Recensione di Cinzia Picchioni)


Cristina Spallanzani, Matteo Gandini (a cura di), La pace instabile. Dialogo tra Romano Prodi e don Giovanni Nicolini, la meridiana, Molfetta 2014, pp. 48, € 10,00 (Recensione di Nanni Salio)

Pillole di semplicità volontaria (a cura di Cinzia Picchioni)


Dove andiamo quest’estate? 2
Ho già scritto di lasciar perdere le visite alla “foresta” AMAZzonica (ma ci pensate? L’hanno chiamato così perché c’è tutto, tutto quello che ci serve, così come nella foresta pluviale amazzonica. Non me l’ha detto nessuno, ma sono sicura che sia così. Quando hanno pensato al nome). Mentre l’Amazzonia va in fumo (appunto!) pare che in Europa ci sia un’inversione di tendenza: la nuova reazione selvosa”. (continua)

IPRI-Rete CCP


Washington ha posto il mondo sulla strada della guerra
di Paul Craig Roberts

Un rapporto fabbricato è stato diffuso dal quotidiano britannico The Guardian e dalla BBC, che un convoglio blindato russo entrato in Ucraina, è stato distrutto dai militari ucraini. I media tedeschi tra cui Die Welt hanno raccolto la falsa notizia, diffondendo l'isteria. (continua)


Gaza ha cambiato tutto
di Ramzy Baroud

Dopo ogni episodio cruento della violenza perpetrata da Israele, spin doctor media sono spesso distribuiti con una grande missione: assolvere Israele da ogni responsabilità per i loro atti di carneficina. Non solo questi apologeti demonizzano i palestinesi, ma chiunque osi prendere una posizione per loro conto. (continua)

Agenda


giovedì 4.09
Cinema – VOGLIAMO VIVERE di Ernst Lubitsch
ore 17,30, sala Poli

Pungente satira verso il nazismo, i suoi ideali e le sue barbarie, del 1942 diretta da Ernst Lubitsch, per festeggiare il 96° compleanno dell’avvocato BRUNO SEGRE (continua)


24-26.09
Vrajamandal, viaggio verso l’universo dell’anima
sala Poli

Fotoreportage di Javier Scordato nella terra di Radha e Krishna. Presentazione del racconto visivo di un’esperienza fuori dal comune, fatta da un comune viandante nel luogo più sacro e straordinario dell’India. (continua)


3-4.10
CONVEGNO – 100 anni di guerra 100 anni di pace
sala Poli

In occasione di questa ricorrenza proponiamo al pubblico di ripercorrere questi cento anni mettendo in luce e valorizzando iniziative ed eventi che testimoniano la presenza di forme di opposizione alle guerre – dalle forme di resistenza nonviolenta messe in atto dai popoli alle iniziative concrete di azione nonviolenta per la costruzione della pace. (continua)



2015-2016
Master Biennale in Psicopatologia Gestaltica e Fenomenologica
sala Poli
L’intento è di offrire la ricchezza di questi orizzonti di comprensione della sofferenza e della cura a quanti già formati alla psicoterapia o psichiatria che vogliano ampliare le proprie competenze psicopatologiche e cliniche. I temi sono affrontati sia da un punto di vista teorico che pragmatico, offrendo un orientamento alla comprensione del disagio e ai percorsi di trattamento psicoterapeutico. (continua)

 





Sarajevo
mon amour

Racconti, incontri ed emozioni


Sarajevo Film Fest, le storie delle donne raccontano il mondo
di Nicola Falcinella
Con Bela Tarr pre­si­dente di giu­ria, si avvia verso la con­clu­sione il 20° Sara­jevo Film Festu­val. Un’edizione ricca di ospiti e film per la mani­fe­sta­zione bosniaca che si è con­qui­sta in fretta il ruolo di prin­ci­pale appun­ta­mento cine­ma­to­gra­fico per il cinema della regione. Una «regione» peral­tro sem­pre più allar­gata, che si spinge a inclu­dere anche i film dell’area cau­ca­sica. (continua)

Rassegna stampa (a cura della redazione)


L’altro Iraq che resiste, con il pane e le rose
Fonte: Un ponte per...
La società civile irachena chiede aiuti, diritti, protezione, coraggio della politica, non armi. Mentre il Governo italiano preparava e – solo in seguito – faceva approvare dal Parlamento l’invio di armi ai combattenti kurdi, questa settimana, gli operatori di Un ponte per… in Iraq assistevano a una mobilitazione straordinaria della società civile irachena negli aiuti umanitari. (continua)


Gaza. A Rafah, tra gli orfani di “Margine protettivo”
di Michele Giorgio
I Siam sono a lutto da settimane. È passato quasi un mese da quel  mattino del 21 luglio quando missili sganciati da droni israeliani uccisero 12 membri di questa famiglia di Shaboura, alla periferia di Rafah. Eppure continuano i riti funebri. È giunta l’ennesima tragica notizia dal Cairo: un altro dei Siam rimasti feriti è spirato in ospedale e la famiglia è di nuovo riunita per le preghiere. Gli uomini, una trentina forse più, sono seduti all’ombra di un grande albero. (continua)


La mia preghiera al popolo di Israele: liberate voi stessi liberando la Palestina
di Desmond Tutu
Le scorse settimane hanno visto iniziative senza precedenti da parte dei membri della società civile in tutto il mondo contro l’ingiusta, sproporzionata e brutale risposta di Israele al lancio di missili dalla Palestina. Se si mettessero insieme tutte le persone che lo scorso fine settimana si sono riunite per chiedere giustizia in Israele e Palestina – a Città del Capo, a Washington, a New York, a Nuova Delhi, a Londra, a Dublino e a Sidney e in tutte le altre città – si tratterebbe probabilmente della più grande protesta attiva da parte di cittadini a favore di una singola causa che ci sia mai stata nella storia del mondo. (continua)


GAZA. Hamas e Fatah alla Corte dell’Aja
di Michele Giorgio
Quanto è lontano il Cairo da Gaza. E come appaiono distanti alla popolazione di Gaza gli appelli alla ripresa di colloqui e negoziati sul cessate il fuoco, lanciati ieri dalla capitale egiziana dal presidente dell’Anp Abu Mazen. La «guerra di attrito», di «logoramento», come la chiamano da queste parti, cominciata martedì scorso dopo il fallimento della tregua, ha già fatto molte decine di morti tra i palestinesi: ieri altre due famiglie sono state decimate da raid aerei israeliani, Dahrouij (5 morti) e Abu Dahdouh (4 morti), tra i quali un bimbo di 4 anni, Abdullah. In totale dall’8 luglio i morti palestinesi sono 2.105. (continua)


Perché combattiamo guerre
di Paul Krugman
E’ passato un secolo dall’inizio della Prima Guerra Mondiale, che in molti a quell’epoca definirono come “la guerra che avrebbe posto termine a tutte le guerre”. Sfortunatamente, le guerre continuano puntualmente. E con i titoli dei giornali sull’Ucraina che fanno ogni giorno più paura, sembra il momento di chiedersi perché. Un tempo le guerre si combattevano per il gusto di farlo e per profitto; quando Roma invase l’Asia Minore e la Spagna conquistò il Perù, l’obbiettivo era esclusivamente l’oro e l’argento. Un genere di ragioni che prosegue tuttora. Nella autorevole ricerca sponsorizzata dalla World Bank, l’economista di Oxford Paul Collier ha dimostrato che il miglior segnale premonitore delle guerre civili, tuttora assolutamente comuni nei paesi poveri, è la disponibilità di risorse da saccheggiare come i diamanti. (continua)


La violenza a Ferguson rivela la decadenza politica dell’America
di Thomas Adams
Per chiunque abbia conoscenza della storia americana, gli eventi di una settimana e mezzo fa a Ferguson, Missouri, un sobborgo prevalentemente afro-americano, appena fuori St Louis, dovrebbero sembrare fin troppo familiari. Un poliziotto uccide un uomo di colore disarmato. Mentre i giorni passano e mentre vengono emanate le informazioni sul fatto, i residenti scendono nelle strade a protestare. Le loro dimostrazioni sono trattate con una forza totalmente sproporzionata a una società libera. Come replica, sporadicamente le proteste stesse diventano violente, producendo una reazione perfino più violenta da parte delle autorità. (continua)


Il vero disastro dei Tornado
di Manlio Dinucci
La col­li­sione tra due cac­cia Tor­nado, che ha pro­vo­cato la morte dei quat­tro mem­bri di equi­pag­gio e avrebbe potuto avere con­se­guenze ancora più gravi, ci pone di fronte a una realtà che la poli­tica uffi­ciale si guarda bene dal chia­mare col suo vero nome: guerra. Uni­for­man­dosi a tale «regola», l’aeronautica mili­tare informa che i Tor­nado, veli­voli da com­bat­ti­mento acqui­siti a par­tire dal 1982, ven­gono oggi usati essen­zial­mente per le «ope­ra­zioni di rispo­sta alle crisi con fina­lità stru­men­tali alla voca­zione paci­fica del nostro Paese». (continua)


Earth overshoot day, la battaglia delle risorse spiegata da chi tiene i conti col Pianeta
Luca Aterini intervista Alessandro Galli
L’Earth overshoot day quest’anno è arrivato in anticipo, e per il resto dell’anno saremo in debito con le risorse del pianeta. Ma è davvero possibile calcolare con precisione la domanda e l’offerta di questo bilancio?
«Diciamo che la data proposta è una stima, sicuramente non precisa al 100%, dovuta alla difficoltà di quantificare con esattezza l’intero range dei consumi umani e al fatto che alcune delle dinamiche terrestri sono ancora non del tutto conosciute. (continua)

Livorno: gli orti urbani occupati. La “resistenza urbana” in contrasto alla cementificazione e all’incuria
di Egon Botteghi e Michela Angelini
Nell’ottobre del 2013  il Comitato Precar* e Disoccupat* di Livorno e l’Ex Caserma Occupata, hanno preso possesso  di un pezzo di campagna rimasto “imprigionato” in mezzo ai palazzi residenziali dei quartieri Fabbricotti e San Jacopo nel cuore di Livorno. L’intento è quello di salvare l’ultima area verde nel centro della città da un’inutile cementificazione  per restituirla alla gente ed al quartiere avviando cento piccoli orti. (continua)

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