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«Vivere semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere» (M. K. Gandhi)
Centro Studi Sereno Regis
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Centro Studi Sereno Regis - Torino


newsletter 2014/37 | lunedì 17 novembre 2014


lunedì 17.11 - ore 20.30, sala Poli

Rassegna - Gli occhiali di Gandhi


Vergiss dein ende

di Andreas Kannengiesser, Germania 2011
 
Un delicato intreccio di esperienze familiari: quando l’autenticità della comunicazione oltrepassa le convenzioni per affrontare i drammi della disperazione, della malattia, del lutto. Premio gli occhiali di Gandhi 2011 (Guarda il trailer)

Riflessioni


Antica come le colline (I)
di Nanni Salio
La nonviolenza è antica come le montagne, e anche il dibattito su violenza e nonviolenza è altrettanto antico. In ogni situazione conflittuale, dal micro al macro, dai movimenti NO TAV, NO Dal Molin, NO MUOS, NO F 35 al movimento Occupy negli USA, dal Kossovo alle primavere arabe, dalla guerra in Siria alla minaccia di guerra civile in Ucraina, gli attori in gioco si chiedono cosa è giusto fare, con quali mezzi agire, violenti o nonviolenti, e per quali obiettivi. (continua)


La cristianità fra l’attività bancaria ebraica e quella islamica
di Johan Galtung
Il Liechtenstein protestante ha recentemente tenuto una conferenza sul rendere compatibile la shariah bancaria, per attrarre capitali da paesi musulmani. E senza dubbio anche perché i grandi sopravvissuti alla crisi del 2008 sono stati la Cina e i paesi musulmani, appunto; la Cina perché il punto focale non è solo la crescita ma elevare le condizioni dei ceti più bassi – aumentando la domanda interna e con meno dipendenza dal commercio nel periodo 1991-2004 – e i paesi musulmani per via della tecnica bancaria islamica. (continua)


Trasformare la paura in potere
Stephanie Van Hook intervista Linda Sartor
Linda Sartor non ha paura di morire. Dedicatasi alla nonviolenza, ha speso i 10 anni del dopo 11 Settembre 2001 viaggiando nelle zone di conflitto nel mondo nella veste di operatrice di pace disarmata, con ruoli che vanno dall’accompagnamento protettivo alla interposizione diretta fra le parti quando la tensione diventa troppo elevata. (continua)


Leadership per la pace
di David Krieger

Il presidente Eisenhower ha avvertito a proposito del complesso “militare-industriale”. Avrebbe potuto aggiungere il complesso “militare-industriale-accademico-parlamentare”. Sono tutti implicati nella oscena quantità di soldi che si spendono nella guerra e nella sua preparazione. Ci sono bambini oggi che crescono senza aver mai conosciuto pace. Riuscite a immaginare cosa vuol dire? All’interno dell’incubo della guerra, alcuni di questi bambini possono sognare la pace. Mentre sognare è bello, la pace deve essere più di un sogno. (continua)


La crescita economica crea povertà
di Vandana Shiva

Il PIL, o Prodotto Interno Lordo, è risultato essere il concetto dominante dei nostri tempi. Tanto da ritenerlo il metro di misura del benessere delle nazioni. La crescita senza limiti, una fantasia di economisti, uomini d’affari e politici, è invece vista come sinonimo di progresso. Questo nonostante crei povertà attraverso la distruzione sia della natura che della capacità di intere comunità di auto-sostentarsi. (continua)

Giornalismo di Pace


I Palestinesi non sono ancora pronti per un’Intifada
di Amira Hass

Quello che in Israele appare come un’escalation e un’ondata di attacchi ad opera di individui, nella società palestinese è visto come l’eccezione che conferma la regola. La regola consiste nel fatto che, sebbene un governo straniero e la sua sterzata a destra forniscano validi ragioni per una sollevazione popolare, la maggioranza dei palestinesi della Cisgiordania e di Gaza non è (ancora) pronta per questo, come ha scritto il sociologo Jamil Hilal in maggio sul sito del gruppo di esperti di Al-Shabaka. (continua)


La resistenza nonviolenta di Bil’in fa infuriare Israele
di Roy Wagner

Se date un’occhiata alla pagina di Wikipedia su Bil’in, si vede che gli ultimi aggiornamenti sulla lotta del paese contro il muro di separazione si riferiscono al 2012. La pagina di B’Tselem su Bil’in è stata aggiornata per ultima, quasi due anni fa. Si potrebbe facilmente essere portati a credere che la lotta è finita. Ma Bil’in continua a protestare. Forse l’aggiornare Wikipedia e il sito di B’Tselem non è necessario. La situazione a Bil’in rimane come era. (continua)

Arti e nonviolenza


L’Europa di Josef Koudelka
Fonte: Internazionale
Josef Koudelka: nationality doubtful è la prima retrospettiva ospitata negli Stati Uniti dedicata alla carriera del fotografo ceco, naturalizzato francese. Nato nel 1938, Koudelka ha studiato come ingegnere aeronautico e ha cominciato a scattare fotografie nel 1958, collaborando con numerose riviste e lavorando per due compagnie teatrali di Praga. (continua)

Progetti (Idee in movimento...)


Le piramidi stanno in piedi sulla punta
di Giorgio Barazza e Ilaria Zomer
Un’esperienza di facilitazione del Bilancio partecipativo nel Comune di Rivalta di Torino
Il bilancio partecipativo è una delle forme che assume il ben più ampio cambio di paradigma rappresentato dalla democrazia partecipativa. La democrazia partecipativa si differenzia da quella rappresentativa che caratterizza le democrazie occidentali perché implica la possibilità per i cittadini e per la cosiddetta società civile di incidere direttamente... (continua)

Muri, olive e altre storie (in diretta o quasi dalla Palestina)


Primo Piano


IRENEA...
Lavori in corso! Aggiornamenti in tempo (quasi) reale dal cantiere...
(continua)


AAA Volontari cercasi! Un’altra difesa è possibile!

Per partecipare alla Campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta “UN’ALTRA DIFESA E’ POSSIBILE” che si articolerà nella raccolta di firme per la Legge di iniziativa popolare... (continua)


Avviso urgente!
Cerchiamo numeri e/o annate complete di «Azione nonviolenta»: 1964; 1965; 1966; 1967; 1968. La persona di riferimento è Nanni Salio (oppure Cinzia Picchioni, il mercoledì mattina) rintracciabile telefonicamente al numero 011532824. Vi ringraziamo per la collaborazione.


Carovana italiana per i diritti dei migranti, per la dignità e la giustizia
23 novembre-6 dicembre 2014. Lampedusa-Pozzallo-Mineo-Catania-Gioia Tauro-Rosarno-Nardò-Caserta-Caivano-Scampia-Roma-Pisa-Firenze-Milano-Ventimiglia-Torino. In solidarietà con il Movimiento Migrante Mesoamericano organizzatore della 10a Caravana de Madres Centroamericanas buscando a sus migrantes desaparecidos (continua)


Contribuisci a far partire la prima Carovana italiana per i diritti dei migranti
…Siamo parte di un unico mondo. Ogni giorno incrociamo donne e uomini che scappano dalla miseria per cercare una vita degna nel nostro paese e ancor più nel resto d’Europa… (continua)

Novità in Biblioteca



Marcel Jousse, Il contadino come maestro, (a cura di Antonello Colimberti), Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 2012, pp. 304, euro 16,00
(Recensione di Cinzia Picchioni)



Stefania Rossini, Vivere in 5 con 5 euro al giorno, L’Età dell’Acquario, Torino 2012, pp. 104, € 9,00
(Recensione di Cinzia Picchioni)

Pillole di semplicità volontaria (a cura di Cinzia Picchioni)


Venerdì di magro (Seconda parte)
Proseguiamo con i dati “scientifici” circa la proposta di re-introdurre la buona abitudine del “venerdì di magro”: Terza fonte: www.huffingtonpost.it. Smettere di mangiare carne e diventare vegani aiuterebbe a ridurre della metà i gas serra provocati dalla nostra alimentazione... (continua)
 

IPRI-Rete CCP


A quasi trenta anni di distanza, c'è ancora sangue in Terra Santa
di Ibrahim Hewitt
"Quello che abbiamo visto nella scorsa settimana può solo essere descritto come razzismo, terrorismo controllato dallo Stato e anarchia militare. Niente meno di un sistema di apartheid esistente, per distinguere tra ebrei israeliani, arabi dei territori occupati in origine, ora si chiama Israele, e arabi dei territori occupati durante la guerra del 1967. (continua)

Sarajevo mon amour
Racconti, incontri ed emozioni


Safet Zec. La pittura come miniera. Dipinti, incisioni, disegni 1970-2010
di Domenico Luciani
Safet Zec (Rogatica, Bosnia-Erzegovina, 1943) è una delle figure più significative della ricerca artistica del nostro tempo. Il suo lavoro, continuo a partire dalle prime opere a Sarajevo alla fine degli anni cinquanta, è documentato in mostra con 64 opere che coinvolgono tutti i modi, i supporti e gli strumenti della pittura, dell’incisione e del disegno. (continua)

Agenda


7.10 - 16.12
SUPER 60 per SUPER SESSANTENNI
ore 9.30 – 12.30, sala Poli
Ciclo di incontri gratuiti, dedicati specialmente a chi ha compiuto i 60 anni di età, per valorizzarne la dignità, l’esperienza, le competenze, le capacità relazionali e favorire l’incontro e la condivisione in modi creativi… (continua)


16.10 – 6.11 2014 | 20-01 – 10.02 2015
MONDOVISIONI – I documentari di Internazionale
ore 18.30 e 21, sala Poli
Rassegna di documentari su attualità, diritti umani e informazione. (continua)


lunedì 27.10 |  lunedì 15.12
Rassegna – GLI OCCHIALI DI GANDHI
ore 20.30
, sala Poli – Massimo sala 3

Rassegna di cinematografia nonviolenta – 1a edizione. Saranno proposti alcuni tra i film vincitori e menzionati dell’omonimo premio, che dal 2011, all’interno del Torino Film Festival, viene attribuito alle opere che meglio interpretano la capacità di affrontare i conflitti mediante la nonviolenza. (continua)


21-22-23.11
Formazione – Turin System Lab
sala Poli
Workshop in full immersion su come realizzare un progetto artistico civile. Ideazione, scrittura, fundraising e realizzazione. Con Massimo Giovara, Maurizio Pagliassotti e Stefano Durando. (continua)

giovedì 27.11
FILI DI PACE – L’arte di ricordare la pace in tempi di guerra
ore 18.00
, sala Gandhi

Incontro con JUAN GUTIERREZ, Media-Lab Prado di Madrid, attivista nonviolento ed esperto di un approccio alla ricerca storica come strumento di costruzione di pace positiva. Durante la serata verrà presentato il progetto “Fili di pace” e il suo approccio metodologico e con l’occasione verrà costituito un gruppo di lavoro... (continua)


sabato 29.11
Resistenza per tutti. Percorsi di lotta popolare nonviolenta
ore 14.00Centro Incontri scuola elementare di San Didero (TO)
Uno spazio permanente di approfondimento, riflessione e preparazione alle azioni di resistenza del movimento. (continua)


2.12 2015 | 12-05 2015
Formazione – Il ponte d’Irene 2014-2015

Laboratori di reciprocità tra femminile e maschile,in collaborazione con Centro Relazioni e Famiglie della Città di Torino. (continua)



martedì 2.12
Formazione – Facciamo le differenze
ore 18.15
, sala Gandhi

Sei coinvolta/o dalle tematiche di genere? Hai esperienza come formatore o desideri averne? Se sì, partecipa all’incontro formativo del gruppo EdaP, l'educazione alla pace applicata alle tematiche di genere. A cura de il ponte d'Irene (continua)



sabato 6 – domenica 7.12
Formazione – La danza, arco tra corpo e amore
ore 10/13 – 15/18, sala Poli

Laboratorio di olodanza. Percorso di danza spontanea e movimento creativo  sui sentieri della nostra espressività. A cura del gruppo Teatro, Musica e Danza del progetto Irenea. (continua)

Rassegna stampa (a cura della redazione)


Il trattato che minaccia la democrazia
di George Monbiot
L’anno scorso ero scoraggiato: un’ombra minacciosa si allungava sulle libertà che i nostri antenati hanno difeso a costo della vita. Su entrambe le sponde dell’Atlantico, i parlamenti rischiavano di non poter più legiferare per il bene dei loro cittadini a causa di un trattato che avrebbe permesso alle grandi aziende di citare i governi in tribunale. E io cercavo di trovare il modo per impedire una cosa del genere. (continua)


Il costo (in denaro) della violenza
di Lidia Baratta
Il Paese più pacifico è l’Islanda, quello più violento la Siria. Nel Global Peace Index, l’indice globale della pace, l’Italia si piazza al 34esimo posto su 162 Paesi, aggiudicandosi 1,8 punti su 5 per il tasso di militarizzazione, due per la sicurezza e 1,2 per il tasso di conflitto interno. Ma quello che colpisce di più è il prezzo della violenza: 53 miliardi 215 milioni di dollari all’anno, tra prevenzione e cura. (continua)


Il massacro come forma di dominio
di Raúl Zibechi
Mentre sosteneva il Premio Tata Vasco 2014, assegnato a Puebla dall’Università Iberoamericana a Fuerzas Unidas por Nuestros Desaparecidos en Mexico (Fundem), uno dei pochi maschi nel gruppo dei 25 familiari presenti all’evento, ha gridato “Questa è una guerra”. Il dolore inimmaginabile dei familiari li costringe a guardare diritta in faccia la realtà che è causa della loro sofferenza. (continua)
Dal Muro di Berlino a oggi
di Mark Engler e Paul Engler
Il 9 novembre 1989 – 25 anni fa – enormi folle di tedeschi dell’est sono scesi verso il Muro di Berlino. I cittadini  ansiosi rispondevano a un annuncio delle autorità che facevano capire che il governo avrebbe reso meno severe le limitazioni ai viaggi. In verità, chi era allora in carica intendeva fare soltanto delle modifiche limitate per le richieste di visti. Ma queste intenzioni sono diventate rapidamente irrilevanti. Massici numeri di persone sono affluite verso il Muro, sopraffacendo le guardie di confine. Presto, insieme agli alleati dell’Ovest, la folla ha cominciato a smantellare definitivamente l’odiata barriera. Stranamente, sebbene la caduta del Muro di Berlino fosse un momento emblematico, è stato soltanto uno dei momenti salienti in un turbine di attività che stava dilagando in tutto il Blocco Sovietico – una serie di insurrezioni che sarebbero diventate note come le rivoluzioni del 1989. (continua)

PALESTINA. Un altro muro da abbattere
Fonte – Nena News
I muri sono destinati a crollare. È questo il messaggio che un gruppo di giovani attivisti palestinesi ha voluto lanciare sabato scorso, nel 25esimo anniversario della caduta del muro di Berlino, aprendo una breccia nella porzione di barriera costruita da Israele che passa per i villaggi a nord-ovest di Gerusalemme. Un varco dal valore simbolico, più che pratico, per denunciare ancora una volta la costruzione del muro dell’apartheid, come lo chiamano i palestinesi. (continua)


L'occidente tace mentre la Libia sprofonda nell'abisso
di Patrick Cockburn
Ricordate quando la Libia veniva attaccata da americani, britannici, francesi e qatarioti ed i rispettivi governi pubblicizzavano l'intervento come un esempio lampante di missione estera pacifica e di successo? Vale la pena rivedere il video di David Cameron quando, in cerca di applausi come liberatore di Bengasi nel settembre 2011, inneggia al rovesciamento di Muammar Gheddafi e si rivolge alla folla con "la vostra città è stata un esempio per il mondo, vi siete liberati di un dittatore e avete scelto la libertà". Cameron non è ancora tornato a Bengasi, né è probabile che lo faccia, visto che le milizie combattenti hanno ridotto la Libia in uno stato di anarchia nel quale nessuno è al sicuro. (continua)
La rivoluzione in Burkina Faso raccontata in prima linea
di Matteo Cortese
"E’ difficile prevedere che seguito possano avere le rivoluzioni. Le conseguenze della primavera araba sono ancora in divenire, e ci vorranno anni per capire la vera portata della rivoluzione tunisina o quella egiziana. Ci vorrà sicuramente anche del tempo per comprendere a fondo le conseguenze della rivoluzione burkinabé che, per le dimensioni della folla che l’ha accompagnata e per il peso che aveva Blaise Compaoré in Africa (oltre che nelle cancellerie occidentali), sembra destinata ad aprire la strada ad altri movimenti popolari di rilievo in Africa Subsahariana. (continua)
Una fame insaziabile di carne
di Silvia Ribeiro
La produzione industriale di carne e derivati sta diventando un problema enorme, sia in termini di inquinamento ambientale che di devastazioni di terra e acque. È anche una delle principali cause del cambiamento climatico e la destinazione principale delle colture OGM a livello internazionale. (continua)
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