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«Vivere semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere» (M. K. Gandhi)
Centro Studi Sereno Regis
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Centro Studi Sereno Regis - Torino
 

newsletter 2016/01 | giovedì 14 gennaio 2016

Riflessioni


Siria (Prestare attenzione alle menti, II)
di Johan Galtung
Baher Kamal, in And All of a Sudden Syria! (E all’improvviso la Siria): “Le “cinque grandi” (le potenze ONU con veto) hanno appena concordato (Risoluz. 2254 del 18-12-2015) che sia ora di porre fine alla tragedia umana in corso da cinque anni in Siria – aspettando che fossero uccisi 300.000 civili innocenti – tre milioni di esseri umani perduti come profughi e sfollati in patria... (continua)


Non c’è giustizia senza pace
di Alfonso Navarra
Questo secolo XXI inaugura – speriamo – un Terzo Millennio contraddistinto dalla Nuova Civiltà della Pace per il genere umano. L’epoca che scaturisce dal “crinale apocalittico della Storia” (La Pira) che stiamo attraversando sarà caratterizzata, nello sbocco positivo, se lo raggiungeremo, da Cinque Pilastri culturali... (continua)


Il numero sorprendentemente alto di vittime del programma americano di armi nucleari
di Lawrence Wittner
Quando gli americani pensano alle armi nucleari, si rassicurano col pensiero che la vasta distruzione di vite umane di queste armi non si è verificata dopo il 1945 – quanto meno, non ancora. (continua)


Venti pii desideri per il 2016: prestare attenzione alle menti
di Johan Galtung

Secondo l’UNESCO, le guerre iniziano nella mente degli uomini. Beh, qualcosa – come conflitti irrisolti e traumi irriconciliati – sospinge la mente sulla pista della guerra. Ma l’UNESCO, pur non intenzionalmente, ha colto bene il punto focale negli umani maschi. (continua)


Ci sono alternative alla guerra?
di Angela Dogliotti Marasso
Sembra che nel senso comune la risposta sia: “No, la guerra c’è sempre stata e sempre ci sarà…” Perché, seppur il rifiuto della guerra sia entrato nella nostra cultura, grazie anche all’Art.11 della Costituzione, e dunque la maggioranza della popolazione sarebbe contraria ad una partecipazione attiva del nostro paese ad avventure armate, resta comunque, nella mentalità, che esprime la cultura profonda, sedimentata e più lenta a cambiare, l’idea che, per far fronte a un’aggressione o difendere dei diritti violati, solo la violenza sia efficace e dunque inevitabile. (continua)

Giornalismo di Pace

Come cambiare il mondo in tre mosse facili facili
di Nafeez Ahmed
In molti mi hanno spesso chiesto cosa si può fare per far cambiare le cose, per cambiare il mondo, visto che ognuno di noi è una persona sola, contro tanti altri che non possiamo nemmeno sperare di poter controllare o influenzare. Cosa possiamo fare? Perché preoccuparsi vista la nostra impotenza? (continua)


Le esecuzioni dell’Arabia Saudita sono state degne dell’ISIS
di Robert Fisk

L’abbuffata di tagli di teste dell’Arabia Saudita – 47 in tutto, compresa quella del colto ecclesiastico sceicco Nimr Baqr al-Nimr, seguite da una giustificazione coranica delle esecuzioni – è stata degna dell’ISIS. Forse il punto è stato questo. (continua)

Arti e nonviolenza


Iran, We are journalists
Katia Cerratti intervista Ahmad Jalali Farahani
La penna ha un potere indiscusso, da una penna possono uscire parole che si trasformano in armi potentissime, nel bene e nel male, capaci di difendere il coraggio delle idee ma anche di far pagare un prezzo altissimo a chi le scrive. (continua)


Gaza Parkour volare per essere liberi
Gaza Parkour volare per essere liberi
di Antonietta Chiodo
La disciplina del Parkour che definisce L’art du dè placement ( l’Arte dello spostamento ) inizia il suo viaggio tra i media in Francia agli inizi degli anni ’80, le Percours intende il percorso che il corpo intraprende nello spazio che lo circonda. (continua)

Smettete di sparare
di Maria G. Di Rienzo

Scultrice, commediografa, poeta, attrice, attivista, fotografa, insegnante: sono alcune delle identità che Vanessa German assume nella sua vita e non sappiamo cos’altro potrebbe inventare domani mentre lavora per creare bilanciamento e armonia. (continua)

Progetti (Idee in movimento...)


INTERCULTURA-2
Intercultura: Ciak si gira!

Un percorso educativo e artistico in una delle scuole più interculturali del territorio torinese, L’I.I.S. Sella-Aalto-Lagrange, nel cuore di Porta Palazzo: 80% dei suoi studenti sono di origine straniera, più di 30 etnie convivono nel plesso scolastico, 40% gli studenti di religione mussulmana. E’ possibile in questo contesto offrire ai ragazzi e alle ragazze un percorso di riflessione sul tema del contrasto alla violenza razzista e della promozione dell’intercultura?
(continua)

Raccogliendo la pace

Interventi civili di pace in Palestina

Sito web di reporting del progetto "Interventi Civili di Pace in Palestina" di Un ponte per…, Assopace Palestina, SCI-Italia, Popular Struggle Coordination Commitee,  IPRI–RETE CCP, Centro Studi Sereno Regis, con il sostegno del Tavolo degli Interventi Civili di Pace e e Tavolo per la Pace della Val di Cecina.

Primo Piano
 


Persone comuni che vivono in tempi straordinari
di Silvia Berruto

964. Sono le voci delle/dei sostenitori della petizione “Il servizio Migranti di Aosta non deve chiudere” in dissenso con la chiusura forzata del servizio Migranti di Aosta. Da tutto il mondo è giunta, in pochi giorni, l’espressione di solidarietà per gli stranieri che da questa mattina non hanno più un servizio di riferimento. (continua)


Chiusura Agenzia Misna: comunicato della redazione
Non sono bastati gli appelli, le numerosissime manifestazioni di stima e solidarietà giunte nelle ultime settimane per scongiurare la chiusura della ’voce di chi non ha voce’. (continua)

Premio LANZA DEL VASTO 2016
L’associazione Comunità dell’Arca di Lanza del Vasto bandisce un premio per un opera letteraria inedita (saggio, poesia, dramma, tesi di laurea ecc) sulla figura e l’opera di Lanza del Vasto. (continua)

Novità in Biblioteca


Marinella Correggia, El presidente de la paz. Hugo Chávez, Sankara, Roma 2015, pp. 112, € 7,00 (Recensione di Nanni Salio)


Daniele Biacchessi, Fausto e Iaio. La speranza muore a diciotto anni, Baldini&Castoldi, Milano 2015, pp. 194, € 12,00, nuova edizione aggiornata (Recensione di Laura Tussi)

Pillole di semplicità volontaria
(a cura di Cinzia Picchioni)


 
Quante vite costano i nostri telefoni cellulari?
Questo titolo un po’ «forte» ha attirato la mia attenzione mentre cercavo notizie sul coltan (sì… lo so ne abbiamo già parlato/scritto/letto, poco tempo fa, ma secondo me non abbastanza, comunque). Grazie Michele Serra! Occorre una premessa, per capire perché troverete una parola sconosciuta in questa «Pillola». (continua)

IPRI-Rete CCP


Il piano di conquista della Libia
di Manlio Dinucci
«Il 2016 si annuncia molto complicato a livello internazionale, con tensioni diffuse anche vicino a casa nostra. L’Italia c’è e farà la sua parte, con la professionalità delle proprie donne e dei propri uomini e insieme all’impegno degli alleati»: così Matteo Renzi ha comunicato agli iscritti del Pd la prossima guerra a cui parteciperà l’Italia, quella in Libia, cinque anni dopo la prima. (continua)


Nessun pericolo di guerra nucleare? Un piano del Pentagono per far saltare il pianeta
di Michel Chossudovsky

Ci sono documenti militari disponibili pubblicamente che confermano che una guerra nucleare sia ancora tra le possibilità sul tavolo del Pentagono. In ogni caso rispetto al 1950, le armi nucleari di oggi sono molto più avanzate. Il sistema di puntamento è più preciso. Oltre a Cina e Russia, anche Iran, Siria e Corea del Nord sono diventati bersagli per un attacco nucleare preventivo ed improvviso. (continua)

#EXPOniamoci... occhio ai media


 

Agenda
Appuntamenti


Cinema | We Are Journalists
venerdì 15.01
ore 21, sala Poli



Percorsi liberanti | Primo incontro
lunedì 18.01
ore 18, sala Gandhi



ANPAMA: una maschera per liberarci
sabato 23-domenica 24.01
ore 10, sala Poli



Mi hanno mandato lontano.
Storia operaia alla
FIAT Lingotto

martedì 2.02
ore 17.30, sala Poli



La Neofenomenologia: estetica, atmosfere e psicopatologia
giovedì 4.02
ore 17.30, sala Poli


 Il filo scarlatto. Danze popolari per educare alla reciprocità
sabato 20.02
ore 14.30, sala Poli

Agenda
Cicli e rassegne



a partire da giovedì 15.10
Super 60
dalle 9.30 alle 12.30
, sala Poli
 (continua)
dal 5.11 2015 al 16.04 2016
il ponte d’Irene 2015-2016 
(continua)

dal 9.11 2015 al 6.05 2016
CINETICA 2015/2016
Seconda stagione 
(continua)


dal 21.11 2015 al 9.04 2016
Formazione – Laboratori teatrali
sala Poli (continua)

Un ciclo di 4 incontri per riflettere insieme su percorsi di liberazione, a partire dal pensiero di Paulo Freire, dal 18.01 al 29.02 2016

Non bull-ARTI di me…

Ricominciano i laboratori artistici: sceneggiatura, video-making, web radio per ragazze e ragazzi dai 14 ai 19 anni, da gennaio a marzo 2016

Agenda
Segnalazioni



Una sosta silenziosa come esperienza di comunione
giovedì 21.01
ore 17.30, Centro Bhuman Shah Art&Meditation Centre
Torino

Materiali e
approfondimenti


Johan Galtung | La trasformazione dei conflitti con mezzi pacifici (Scarica il manuale)


Interconnessioni tra violenza, ambiente, nonviolenza. (continua)



Le primavere Arabe: la decostruzione di un conflitto

(continua)
Perchè No Tav: conversazioni sulla disobbedienza civile in Valsusa (Guarda il video)

Rassegna stampa (a cura della redazione)


Il 16 gennaio torniamo in piazza contro la guerra infinita
di Giorgio Cremaschi
Nella notte tra il 16 e 17 gennaio del 1991 le prime bombe e i primi missili della NATO e degli USA cadevano sull’Iraq. Era la prima guerra del Golfo, che avrebbe dato il via ad una guerra infinita, che come un fiume carsico a volte è parsa inabissarsi, soprattutto nell’attenzione delle varie opinioni pubbliche, per poi riemergere all’improvviso più ampia e devastante di prima. Due antefatti avevano preparato l’intervento militare del 1991. (continua)


Non ci sarà pace senza la fine dell'occupazione
di Tair Kaminer

Mi chiamo Tair Kaminer, ho 19 anni. Qualche mese fa ho concluso un anno di volontariato con gli scout israeliani a Sderot. Tra pochi giorni andrò in prigione. Per un intero anno ho fatto volontariato a Sderot, lavorando con bambini che vivono in una zona di guerra e lì ho preso la decisione di rifiutarmi di prestare servizio militare nell’esercito israeliano. Il mio rifiuto deriva dalla volontà di dare il mio contributo alla mia società, di renderla un posto migliore, ed è parte della lotta per la pace e l’uguaglianza. (continua)


Benvenuti nella versione di Israele dell’apartheid
di Jonathan Cook
Una piccola scena del conflitto israelo-palestinese si è svolta la settimana scorsa sulla pista di un aeroporto greco. Pochi minuti prima che un volo delle Aegean Airlines  era in procinto di decollare, tre passeggeri israeliani hanno preso la sicurezza nelle loro mani e hanno chiesto che due passeggeri, della minoranza palestinese di Israele, venissero allontanati dall’aereo, Alla fine di uno stallo di 90 minuti, molti altri ebrei israeliani si erano, uniti alla protesta rifiutandosi di sedersi ai loro posti. Come una parabola che illustra l’indulgenza senza fondo dell’Europa nei riguardi di Israele, il personale della Aegean ha ceduto alla protesta e ha persuaso i due uomini palestinesi a scendere. (continua)


Stefano Cucchi: un'infografica interattiva sugli ultimi 7 giorni di vita
Fonte: Altreconomia
Dall’arresto, in via Lemonia, del 15 ottobre 2009, alla morte presso il presidio ospedaliero protetto del Sandro Pertini di Roma. Passando per le stazioni dell’Arma dei carabinieri -dove sarebbe avvenuto il presunto “violentissimo pestaggio”, come sostiene oggi la Procura di Roma-, il tribunale di piazzale Clodio, il carcere di Regina Coeli, il pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli. Dal registro del fotosegnalamento alterato con il bianchetto per nascondere l’aggressione, all’epitaffio: “Presunta morte naturale”. (continua)


Nucleare: il punto della situazione
Fonte: contro il nucleare
Per comprendere i motivi che stanno alla base dei trasferimenti di combustibile nucleare irraggiato verso il sito di La Hague in Francia che, per quanto oggi è dato sapere, sono stati completati, è necessario andare indietro nel tempo. Questi trasporti hanno origine in provincia di Vercelli, dove c’è uno dei più importanti depositi di combustibile nucleare italiani, tanto che fino a poco tempo fa ospitava più dell’80 % di tutte le scorie radioattive del paese. Al comprensorio nucleare di Saluggia si accede dalla strada provinciale (S.P. 37) che collega questo piccolo centro con l’abitato di Crescentino. In realtà l’accesso è interdetto fin da subito, dal punto in cui scorre la strada provinciale, per cui non è possibile avvicinarsi ai confini reali del Comprensorio. (continua)


Reportage dai campi palestinesi in Libano
di Bushra El-Said
6 gennaio. La neve ai margini della strada è sporca, le cime delle montagne sono bianche, sento il freddo fin sotto la pelle. 30 famiglie ci aspettano al gelo. Ogni famiglia occupa una stanza per un totale di 30 stanze. Ci sono alcune fessure tra le varie assi d’alluminio che compongono i container abitativi, tappate con buste o vestiti. Per la tanta neve, alle volte, il tetto del container non regge e allora cede lasciando indifesi chi vi abita. (continua)


Il segreto della popolarità di Donald Trump
di Mickey Z
Se vi parlassi di un raduno nativista nel quale un carismatico uomo bianco attrae folle di seguaci appassionati, usando parole di odio per mandarli tutti in delirio prima di impegnarsi a ripulire l'America da una minaccia esterna, e tutto sotto l'occhio indisturbato di 1.300 funzionari della polizia locale che erano di guardia all' esterno dell'edificio? Probabilmente starete pensando a Trump. Invece questo particolare evento al quale mi riferisco ebbe luogo il 20 febbraio 1939 al Madison Square Garden (link). Quel giorno 22.000 membri ferventi dell'associazione tedesco-americana acclamarono Fritz Kuhn, mentre posava di fianco a un ritratto di George Washington alto 30 piedi, adornato di svastiche nere. Tutti insieme intonarono il canto “Free Amerika”. (continua)


I movimenti e la fine delle democrazie
di Raúl Zibechi
Nel primo articolo scritto nel 2016, il Premio Nobel dell’Economia Paul Krugman analizza le conseguenze del dominio dell’oligarchia del denaro nel sistema politico del suo paese (gli Stati Uniti, ndt). Dopo aver titolato “Privilegi, patologia e potere” (The New York Times, 1 gennaio 2015), sostiene che “i ricchi sono, in media, meno propensi a mostrare empatia e a rispettare le norme e le leggi, ma più propensi all’infedeltà, di coloro che occupano i gradini più bassi della scala economica”. Non si tratta solo di una condizione sociale e culturale, e meno ancora di una tendenza spirituale, visto che Krugman centra la sua analisi nella risposta a una domanda chiave: “Che accade a una nazione che assegna sempre più potere politico ai super ricchi?”. (continua)


Allevamenti, clima e omertà
di Filippo Schillaci
Nei giorni del vertice di Parigi sulle variazioni climatiche il National Geographic ha dedicato a questo argomento il suo numero di novembre; oltre 160 pagine sui pericoli che corre il mondo e su cosa fare per rimediare. Apro la rivista e sul retro di copertina leggo una frase che mi fa ben sperare: “Il cambiamento siamo noi” ma la speranza dura poco: è una pubblicità delle Poste Italiane. Sfoglio pagina dopo pagina e vanamente cerco ciò che puntualmente non appare ogni volta che si parla di variazioni climatiche, di impatto ambientale, degrado degli ecosistemi e così via... (continua)


Cibo e banalità del male
di Annamaria Manzoni
Se il veganesimo sia progetto di vita, splendida utopia, o solo atto di disperata denuncia è la nostra mente a pensarlo e saranno i giorni di un lontano futuro a decretarlo. Di certo l’ideale di un mondo nuovo, capace di vedere tutti gli animali affrancati dall’asservimento e dal dolore, non può che incentrarsi prima di tutto e sopra tutto sul cibo: perché è intorno ad esso che si accumula la massima parte del nostro personale e diretto apporto alla grande questione degli animali. Animali che mangiamo, disinteressandoci del prezzo di sofferenza che imponiamo loro, minimizzandolo o negandolo, se mai giustificandolo come imprescindibile, sempre assolvendoci. Anime belle quali siamo, al di là delle tante parole di amore per gli animali, a tavola diventiamo tanto spesso corresponsabili di una crudeltà da cui pure ci affermiamo e ci consideriamo lontani anni luce. (continua)

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