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«Vivere semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere» (M. K. Gandhi)
Centro Studi Sereno Regis
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Centro Studi Sereno Regis - Torino
 

newsletter 2016/14 | venerdì 15 aprile 2016
 

Riflessioni


In memoria di Pietro Pinna
di Enrico Peyretti
Si è spento a Firenze. Il 13 aprile, Pietro Pinna, che – insieme ad Aldo Capitini – fu il fondatore del Movimento Nonviolento italiano. Pietro, ricordato come il primo obiettore di coscienza “politico” italiano, ha speso la sua vita per la costruzione della nonviolenza organizzata nel nostro Paese. Fu più volte processato per il suo rifiuto del servizio militare obbligatorio e per vilipendio delle forze armate (“Quattro novembre lutto e non festa”), difeso dall’avvocato torinese Bruno Segre, alfiere del diritto all’obiezione. (continua)


Realpolitik vs Politica realistica
di Johan Galtung
La Realpolitik classica è la priorità nei rapporti esteri degli USA: sia la forza a decidere delle problematiche, se possibile con le minacce, se necessario combattendo fino alla fine. I due candidati tradizionali alla presidenza USA, Cruz e Clinton, sostengono entrambi il ricorso alla violenza aperta: Cruz con “bombardamenti a tappeto” e pattugliamenti dei quartieri musulmani che rendano credibile l’uso della forza, Clinton attestandosi sui suoi trascorsi di bombardamento di paesi musulmani. (continua)


Riscaldamento climatico in passato, uno specchio per guardare il futuro
di Richard B. Alley
Il clima ha sempre subìto delle variazioni naturali: non è una buona notizia quando cerchiamo di immaginare un futuro manipolato dall’uomo. Le risposte naturali alle perturbazioni naturali sono state altrettanto, o più grandi di quelle previste dalle simulazioni che i modelli più di avanguardia hanno previsto su scale temporali più brevi, e in risposta a impatti biologici e fisici di maggiore entità. (continua)


Mi spiace, signore, ma la Terra e la gente non sono degli ‘input’ per il vostro sistema capitalista!
Ethemcan Turhan intervista Vandana Shiva
ET Il titolo della sua conferenza è “Fare pace con la Terra e tra noi, l’uno con l’altro”. Ma che cosa vuol dire fare pace in un tempo di molteplici crisi? VS In primo luogo porre fine alla guerra, e la guerra è prima di tutto nella mente, perchè sono i nostri schemi mentali, i nostri paradigmi che ci definiscono in guerra con il mondo. (continua)


Welfare o warfare? Ben-essere o mal-essere? I dati del SIPRI indicano che la spesa militare globale cresce
Il 5 aprile 2016 è stata avviata una serie di iniziative – I giorni globali di azione sulle spese militari (5 – 18 aprile) – durante i quali l’International Peace Bureau (IPB)1 e i suoi partners nel mondo richiamano l’attenzione sulle eccessive spese militari dei governi. Proprio il 5 aprile è stato pubblicato l’ultimo aggiornamento sulle statistiche delle spese militari globali2 (relative al 2015) da parte del SIPRI. (continua)


«Fuori le lobby dalla politica», oltre 400 arresti a Washington
di Marina Catucci

Stati uniti. Manifestazioni di disobbedienza civile di Democracy Spring. Più di 400 persone sono state arrestate a Washington lunedì, durante un sit-in tenuto sui gradini del Campidoglio; la protesta era stata organizzata per far sentire le voci dei cittadini contro l’influenza di soldi e lobbying in politica. La manifestazione, chiamata Democracy Spring, ha riunito attivisti provenienti da circa 140 organizzazioni che, durante la settimana precedente, hanno marciato da Philadelphia a Washington dove simili atti di disobbedienza civile sono in programma per tutta la settimana. (continua)

 


R/esistenze
Note di critica nonviolenta
(a cura di Pietro Polito)


32. La parte dei persuasi
di Pietro Polito

“Vorrei dar voce soprattutto a pensieri, riflessioni dell’oggi che si interrogano sul passato e sul futuro per capire come portare avanti idee di pace. […] Vorrei investire il mio tempo in ciò che ritengo più giusto”. Cosi mi scrive una giovane amica, appassionata e impegnata, con cui condivido l’esperienza del gruppo “Antigoni” che a partire dalla tragedia antica si occupa della presenza di Antigone nella cultura e nella politica del nostro tempo. Secondo una interpretazione, che si ritrova in Aldo Capitini, il “no” di Antigone può essere considerato come l’affermazione che un indirizzo nonviolento della politica è possibile. Antigone è il simbolo del rifiuto della violenza del potere. (continua)
Giornalismo di Pace

Peacebuilding nell’era dei nuovi media
di Vladimir Bratic

I media divennero una parte integrale del processo formale di costruzione della pace solo alla fine della Guerra Fredda, quando organizzazioni specializzate, non governative ed intergovernative, formalizzarono la prassi della costruzione della pace e le tecnologie dei media progredirono al punto da permettere anche ai non professionisti di produrre e distribuire i loro contenuti. Quindi, la pratica di usare i media per la costruzione della pace emerse nell’ultima decade del XX secolo, quando le organizzazioni per la pace cominciarono ad usare formalmente i media per raggiungere i loro obiettivi nei luoghi di conflitto armato. (continua)


La politica ‘uno per uno’ dei profughi significa che scegliamo tra persone disperate
di Robert Fisk

La più notevole vignetta giornalistica sulla questione dell’asilo è apparsa questa settimana sulla prima pagina dell’Irish Times, poiché il disegno di Martyn Turner ha colto due scandali in un colpo solo. A sinistra c’era un ricco uomo d’affari che scendeva su un’isola contornata da palme con la didascalia “Da sempre i RICCHI portano i loro soldi all’estero per eludere le tasse…”. Sulla destra del fumetto profughi su una fragile imbarcazione di gomma navigano attraverso mari agitati sotto le parole “Da poco i POVERI stanno portando i loro beni all’estero … Indovinate a bloccare quale fenomeno abbiamo lavorato giorno e notte.” (continua)

Arti e nonviolenza



Il cinema nel cuore dell'Africa
di Fulvio Fulvi
Gioventù bruciata in Algeria. Una moderna storia di gangster, violenze e corruzione dentro cui si sviluppa il tormentato rapporto d’amore tra un ladruncolo e una studentessa ha conquistato la giuria della 26ª edizione del Festival del Cinema Africano, dell’Asia e dell’America Latina che si è concluso ieri a Milano. (continua)

Progetti (Idee in movimento...)


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Pace, carote e patate …continua!
di Karen Sampò

Il Progetto Pace Carote e Patate, educazione alla pace 0-3 anni, continua il suo percorso. ...Noi pensiamo che per educare alla pace è importante far assaporare al bambino la serenità e la libertà di vivere e di aprirsi al mondo, ma le modalità sono molte… Un adulto che vuole insegnare la libertà di espressione di sé a un bambino non dovrebbe prima di tutto viverla sulla sua pelle? Ecco allora che noi del gruppo di Pace Carote e Patate vi lanciamo questa domanda: “Da cosa si riconosce un buon genitore/educatore?” (continua)

Peer2Peer al Sella
di Anisia Gallo

Ho preso parte ad un progetto promosso dal Centro Studi Sereno Regis che mi vedeva fare interventi nelle classi come volontaria peer-educator. In concreto, ho avuto modo di relazionarmi con un’unica classe dell’I.T.E. Sella di Torino, che, a fine esperienza, potrei definire ‘difficile’ per via di controversie sue interne e di singoli elementi di disturbo che hanno contribuito, nel corso dei totali cinque incontri nei mesi di febbraio-marzo 2016, a creare un clima abbastanza teso.  (continua)

Primo Piano
 


Disobbedienza civile al petrolio
di Francesco Martone
«Keep the oil under the soil». Lasciamo il petrolio sottoterra, urlavano gli attivisti di mezzo mondo a Parigi poco prima dell’inizio della Ventunesima Conferenza delle Parti sui Cambiamenti Climatici, la Cop21. È un movimento globale per la giustizia climatica, una realtà reticolare, che lega comunità e organizzazioni del Nord e del Sud del mondo. (continua)


Aosta. Flashmob per fermare le trivelle. dalle alpi al mar non trivellar!
di Silvia Berruto
La scena iniziale è quella di un mare vivo, vitale, gioioso. Le trasparenze e le sfumature proprie dell’acqua incontaminata rendono bene l’immagine di un mare vivo con una vita faunistica vivace in cui pesci, pesciolini (interpretati da bambine e bambini, ragazze e ragazzi vestiti in modo sgargiante) vivono e giocano liberamente. (continua)


La Segreteria SCI non può chiudere!
La Segreteria del Servizio Civile Internazionale è sotto minaccia di sgombero. Non vogliamo girarci intorno, non c'è bisogno di nessun preambolo, così come non c'è stata alcuna pre-comunicazione da parte del Comune di Roma - Dipartimento Patrimonio prima della lettera recapitata il 29 marzo 2016. (continua)


Appello per trasformare la Verde Vigna in un centro di vita nonviolenta
Cari amici e compagni della bella, grande, lotta nonviolenta… Ritroviamoci a Comiso per salvaguardare il successo delle lotte contro i missili degli anni ’80 e per far ri-nascere (a distanza di 30 anni) un centro di Vita Nonviolenta! (continua)
 

Novità in Biblioteca


Gianni Lannes, Italia USA e getta, Arianna Editrice, Bologna 2014, pp. 96, € 9,80 (Recensione di Cinzia Picchioni)
Renato Piccini, Paola Ginesi, Il potere e la paura. La violenza del linguaggio liberale, Fondazione Guido Piccini per i diritti dell'uomo onlus, Calvagese della Riviera 2014, pp. 128 (Segnalazione redazionale)

Pillole di semplicità volontaria
(a cura di Cinzia Picchioni)


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Plastica = petrolio/
petrolio=plastica

Siamo sicuri/e di sapere che la plastica è un residuo del petrolio?E che quindi liberarsi della plastica è un altro modo per non usare il petrolio? E che quindi vivere senza plastica (e senz’auto, potendo) ci elegge a coerenti sostenitori del «Sì» al referendum di domenica 17 aprile 2016? (continua)

IPRI-Rete CCP


“Referendum, caffeina civile contro l’anestesia delle coscienze”
Giacomo Russo Spena intervista Erri De Luca 
“Possiamo far valere la nostra voce concentrando gli sforzi sul massacro di Regeni, lui era un cittadino europeo oltre che un italiano”. Scrittore impegnato, Erri De Luca è in prima fila – in questi giorni – sia per la vicenda di Giulio Regeni, il ricercatore brutalmente ucciso in Egitto, che per il referendum del 17 aprile contro le trivellazioni. (continua)


Comunicazione Nonviolenta: in contatto con noi stessi e con gli altri
Marìca Spagnesi
Molto più che uno strumento di comunicazione, la CNV (Comunicazione Nonviolenta) è un vero e proprio modo di vivere, di pensare e di agire. Ci aiuta a diventare consapevoli che ogni giudizio è l’espressione tragica di un bisogno. Riconosciamo e contattiamo i nostri sentimenti e bisogni così come quelli di chi ci è vicino, esprimendo e ricevendo quello che è vivo in noi. (continua)


La Via della seta nucleare
di Simone Pieranni
Detto che la stampa cinese ufficiale ha bollato come «propaganda dell'Occidente» quello che è ormai noto come Panama Papers, i media locali sembrano concentrarsi ancora sul tema del nucleare. (continua)

#EXPOniamoci... occhio ai media


 

Agenda
Appuntamenti


John Mpaliza a Torino: ritorno in Africa

dal 12 al 17 aprile | Torino
Documentario | CARTEL LAND di Matthew Heinemann | Cinetica-Mondovisioni
venerdì 15.04
ore 21, sala Poli


Conflitti socio-ambientali globali e locali
sabato 16.04
ore 14.30, Presidio NOTAV
Villarbasse

La banalità della narrativa dominante e la complessità dell’alternativa nonviolenta, con Elena Camino


Il ponte d'Irene | La rateta: una fiaba sempre attuale
sabato 16.04
ore 15, sala Gandhi
Storie di donne malamate e della loro trasformazione


Presentazione del libro “Diverse-Menti” di Giovanni Garrone
sabato 16.04
ore 17.00, sala Poli

Guerre, migranti, ambiente | Secondo seminario con Vanessa Maher
giovedì 21.04
ore 18, sala Gandhi

Documentario | NEMICO DELL’ISLAM. Un incontro con Nouri Bouzid di Stefano Grossi
venerdì 22.04
ore 21, sala Poli

Contro l’Italicum | Seminari per la buona politica. Discutere leggi e sentenze
giovedì 28.04
ore 16, sala Poli


Islam, scontro di civiltà? Un’altra narrazione possibile
giovedì 28.04
ore 20.45, sala Poli

Interviene Adel Jabbar. Coordina e modera la conversazione con il pubblico Karim Metref
 

Agenda
Cicli e rassegne



da giovedì 15.10
Super 60
dalle 9.30 alle 12.30
, sala Poli
 (continua)
dal 5.11 2015 al 16.04 2016
il ponte d’Irene 2015-2016 
(continua)

dal 9.11 2015 al 6.05 2016
CINETICA 2015/2016
Seconda stagione 
(continua)

Agenda
Segnalazioni


Convegno - ARMI E BAGAGLI  
Guerre, conflitti e diritto alla pace
21/22.04 | Trento (continua)


Cristiani d'oriente: dopo 2000 anni una storia finita?
martedì 26.04
ore 17,30, Sermig | piazza Bordo Dora 61 | Torino
(continua)

Materiali e
approfondimenti



IL VENTO DELLA STORIA | Seminario in omaggio a Renato Solmi
(Guarda la registrazione) 



Guerre, migranti, ambiente. Uno sguardo sulla politica internazionale. Seminario con Johan Galtung ed Erika Degortes
(Guarda la registrazione)



La Palestina nei testi scolastici di Israele. Ideologia e propaganda nell’istruzione (Guarda la presentazione del libro) 



E ora... non bull-ARTI di me 2.0
(Scarica il libretto)



Johan Galtung | La trasformazione dei conflitti con mezzi pacifici
(Scarica il manuale)



Interconnessioni tra violenza, ambiente, nonviolenza. 
(continua)

Rassegna stampa (a cura della redazione)


A Vik: “Non ti hanno conosciuto fiume straripante di gigli”
Fonte: Nena-News
Sono già trascorsi cinque anni dalla brutale uccisione di Vittorio Arrigoni, nella Striscia di Gaza. Molti di noi probabilmente ricorderanno bene cosa stavano facendo e dove si trovavano quando arrivò la notizia del suo rapimento. E ricorderanno ancora meglio quando annunciarono il ritrovamento del suo corpo senza vita. Ci sentimmo tutti più soli, nudi, perché sentivamo di aver perso un amico, un compagno, un riferimento, un ispiratore che era tale anche per chi lo aveva conosciuto solo tramite i suoi articoli e le sue parole scritte. (continua)


Pax Christi: la non violenza non è strada infantile, è lotta
Fonte: Radio Vaticana
"Come cristiani impegnati per un mondo più giusto e pacifico, siamo chiamati a una presa di posizione chiara in favore della non-violenza, attiva e creativa, e contro ogni forma di violenza". Con questa convinzione, ribadita in un appello conclusivo indirizzato a tutti i cattolici, decine di rappresentanti, laici e religiosi, provenienti dai cinque continenti, si sono radunati per tre giorni a Roma per una Conferenza promossa da Pax Christi International e dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. Sugli obiettivi dell'incontro Fabio Colagrande ha intervistato don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi Italia... (continua)


La logica dell’assassinio in Israele: una cultura di impunità in piena vista del mondo intero
di Ramzy Baroud
“Se abbia fatto un errore oppure no, è una questione da poco,”  ha detto un soldato israeliano ebreo che si era unito a grandi proteste in tutta Israele a sostegno di un soldato che con calma e con precisione aveva ucciso un palestinese ferito ad al-Khalil (Hebron). L’ebreo che dimostrava definiva i palestinesi: ‘barbari’, ‘bestiali’, che non dovrebbero essere percepiti come persone. Questo non è certo un punto di vista marginale in Israele. La vasta maggioranza degli israeliani, il 68%, appoggia l’uccisione di Abdel Fatah Yusri al-Sharif, di 21 anni, per mano del soldato che si dice abbia annunciato, prima di sparare al palestinese ferito, che il “terrorista doveva morire.” (continua)


Il caso del soldato “A”
di Ury Avnery
Su quest'incidente che sta scuotendo Israele sembra sia stato già detto, scritto, proclamato, affermato e negato tutto il possibile; tutto, salvo il punto principale. L'incidente riguarda "il soldato di Hebron". La censura militare non consente che sia citato per nome, ma può essere chiamato "soldato A".Il fatto si è verificato nel settore Tel Rumaida della città occupata di Hebron, nella Sponda Sud-occidentale, dove un gruppo di coloni ultra-estremisti di destra vive in mezzo a 160.000 palestinesi ed è pesantemente protetto dall'esercito di Israele (il c.d. "glorioso Tsahal", n.d.t.). Ovviamente, abbondano le violenze. (continua)


Voglia di autogovernarsi
di Matteo Saudino
La globalizzazione liberista e finanziaria ha cancellato rapidamente quel compromesso tra capitale e lavoro, fondato su welfare state e partecipazione sociale alla vita politica, che le democrazie rappresentative europee hanno realizzato faticosamente nei decenni successivi la seconda guerra mondiale. Lo smantellamento dei diritti di cittadinanza e di civiltà del lavoro, conquistati con lunghi cicli di lotta che hanno permesso il miglioramento delle condizioni di vita di operai, studenti, donne e migranti, procede senza tregua. (continua)


“Nois, il Tg dei migranti”: l’immigrazione raccontata dai protagonisti
Conoscere per farsi conoscere. Si chiama ‘Nois’, dal sardo ‘Noi’, il nuovo TG dei Migranti ideato da Sardegna Teatro in collaborazione con Eja TV. Titolo emblematico per un progetto coraggioso: un TG fatto da immigranti e dedicato interamente al tema dell’emigrazione. Il progetto, inserito nel programma Humans, è terzo classificato nel bando MigrArti, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. (continua)


Violare il diritto all’accoglienza è una barbarie
Anna Polo intervista Moni Ovadia

A proposito di Israele ha detto: “Chi è stato perseguitato non può rendersi per questo persecutore”. Qual è allora la strada per la risoluzione profonda del conflitto israelo-palestinese? Non ci sarà una risoluzione finché non si metterà la questione sul piano della giustizia sociale e del riconoscimento dell’altro. E questo vale per entrambe le parti. Parlando di Israele, bisogna ricordare che a partire dal sistema educativo la gente è abituata a vedere i palestinesi in modo distorto, come nemici e terroristi. O meglio, non li vede, si gira dall’altra parte. Ma la pace si fa con quelli a cui si riconosce pari dignità. Tutto il resto sono chiacchere inutili, cocktail parties a uso dei mass media e di una comunità internazionale che fa schifo e tace davanti all’occupazione delle terre dei palestinesi, il popolo più solo del mondo. (continua)


L’islam moderato si impara in Germania
di Angelo Paoluzi
Il problema lo sintetizza Ahmad Mansouri, psicologo, in un’intervista di poco tempo fa a Der Spiegel: «La lotta contro l’islamismo non comincia soltanto in Siria. Questa lotta comincia prima di tutto nelle nostre scuole». Mansouri ha 39 anni, è nato in Israele da genitori palestinesi trasferitisi in Germania. Ha avuto un’educazione fondamentalista, è cresciuto nell’odio (da cui oggi mette in guardia) verso gli ebrei. Vive e lavora a Berlino, sotto protezione della polizia per le minacce degli estremisti. (continua)


E se gli statunitensi protestassero come gli islandesi?
di George Lakey

Quando gli islandesi hanno saputo che il loro leader aveva imboscato soldi in un conto all’estero nelle Isole Vergini, 10.000 di loro hanno affollato Piazza del Parlamento a Reykjavík il 4 aprile per chiederne le dimissioni. Ciò in parte perché il primo ministro Sigmundur Davio Gunnlaugsson aveva sollecitato per anni il suo popolo a mostrare la propria fiducia nel paese mantenendo i soldi in patria. La marea nelle strade ha rappresentato anche la visione degli islandesi della necessità di usare l’azione diretta nonviolenta per rendere massimo il loro potere. (continua)


Come una nuvola
Giuliana Bèrengan intervista Doju Dinajara Freire
Doju Dinajara Freire, monaca buddhista nella tradizione Mahayana Zen Sōtō dal 1998, è responsabile per l’Italia e per l’Europa del Global Peace Initiative of Women la Fondazione Internazionale che riunisce donne di tutto il mondo appartenenti a molte religioni insieme a educatori, autori, artisti impegnati in un'opera di pace e condivisione. Doju è nata in Brasile: per molti anni danzatrice classica, ha appreso la danza libera alla scuola di grandi maestri del Novecento, prima fra tutti Maria Duschenes, allieva diretta di Rudolph Laban. Poetessa di haiku, studia calligrafia sotto la guida della Maestra Kazuko Hiraoka e ha creato una eclettica via per avvicinare alla pratica del silenzio e della meditazione, per educare alla Bellezza e all’Armonia con la Natura, in un intreccio di arti e saperi che favorisce l’equilibrio del corpo e dello spirito. (continua)


Non possiamo togliere vita alla vita
di Filippo Schillaci
Già questa semplice sequenza di citazioni può indurci a riflettere su quanto è accaduto attorno alla figura e al pensiero di Tiziano Terzani dopo la sua morte: una rimozione totale di un aspetto fondamentale del suo pensiero, anzi del fulcro attorno a cui si muove tutto il resto, il «non togliere vita alla vita», a qualunque vita. È un argomento cui Terzani dedica poche ma decisive pagine del suo libro Un altro giro di giostra, ma è in realtà un tema che pervade ogni sua pagina e che la motiva. È il vero punto d’arrivo di una ricerca partita dal desiderio di vincere il cancro e giunta a un rapporto lieve con la vita imparato insieme a un altrettanto lieve rapporto con il suo specchio, la morte vista come momento naturale dell’esistenza. Ecco, cosa ne hanno fatto di tutto ciò? (continua)

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