In Etiopia è in corso un violento accaparramento di terra che sta sfrattando a forza le tribù della Valle dell’Omo dai loro villaggi compromettendo la loro sicurezza alimentare.
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Ferma lo sfratto delle tribù dell'Omo!

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In Etiopia è in corso un violento accaparramento di terra che sta sfrattando a forza le tribù della Valle dell’Omo compromettendo la loro sicurezza alimentare. Migliaia di persone sono ridotte alla fame e alla disperazione. Se gli sfratti non saranno fermati subito, secondo gli esperti scoppierà una grave crisi umanitaria.

Molti denunciano l’uso di tecniche intimidatorie contro chi resiste al trasferimento, come stupri, percosse, torture e arresti arbitrari. Le terre tribali sono state spianate per consentire lo sviluppo di vaste piantagioni di cotone, palma da olio e canna da zucchero. Le mandrie degli indigeni sono state confiscate, i granai distrutti, e alle comunità è stato intimato di abbandonare case e villaggi per trasferirsi in campi di reinsediamento governativi.

Lo sapevi che le tue tasse potrebbero essere usate per sostenere queste atrocità?

L’Etiopia è uno dei principali destinatari degli aiuti americani e britannici. Ma anche la cooperazione italiana mantiene da anni un rapporto privilegiato con l’Etiopia, che recentemente è stato riconfermato come uno dei paesi prioritari per il triennio 2013-2015, con un raddoppio dei fondi stanziati rispetto al triennio precedente.

In quanto membro del DAG (Gruppo d’Assistenza allo Sviluppo), l’Italia contribuisce al Programma per la Promozione di Servizi di Base (PBS) dell’Etiopia insieme, tra gli altri, a Unione Europea, Banca Africana di Sviluppo e Banca Mondiale. Recentemente ha aperto un Bando per l’assegnazione di 500.000 euro finalizzati al “miglioramento delle condizioni di vita della popolazione” nel sud dell’Etiopia, valle dell’Omo inclusa.

Per scongiurare forme di complicità, il Congresso USA ha preso posizione chiedendo legalmente che gli aiuti americani non vengano utilizzati per finanziare lo sfratto e i reinsediamenti forzati dei popoli della valle dell’Omo, e alcuni parlamentari europei stanno interrogando l’UE sollecitando misure analoghe.

Per favore, manda subito una lettera e una e-mail al vice-Ministro italiano agli Affari esteri Lapo Pistelli e al Direttore generale della Cooperazione Giampaolo Cantini. Chiedi loro di assicurarsi che i soldi dei contribuenti italiani non siano usati, direttamente o indirettamente, per sostenere questi sfratti.

Basteranno pochi secondi perchè il link sottostante ti porterà a un testo già compilato e pronto per essere spedito. Grazie.

Invia una e-mail per le tribù dell'Omo →

Scrivi una lettera →


Se il link non dovesse funzionare, puoi copiare e incollare il testo qui sotto,
oppure scriverne uno personale: un testo originale sarà ancor più efficace.
Mandalo al Ministro Lapo Pistelli: pistelli_l@camera.it
e in copia anche al Direttore della Cooperazione Giampaolo Cantini: dgcs.segreteriadg@esteri.it

Signor Ministro, Egregio Direttore Cantini, sono estremamente preoccupato perché il governo etiope sta sfrattando e reinsediando con la forza migliaia di indigeni che, in un un paese famoso per le sue carestie e siccità, sono stati sino ad oggi autosufficienti; tra di essi i Mursi, i Kwegu e i Bodi. Molti di loro sono stati lasciati senza terra, senza bestiame né risorse. I membri delle tribù non sono più in grado di auto-sostentarsi e affermano di non poter far altro che “aspettare di morire”. Il governo si giustifica affermando che il progetto porterà alle tribù una “vita moderna” e garantirà loro servizi sanitari ed educativi. Ma i beneficiari di questo presunto “sviluppo” vengono arrestati, picchiati e violentati; i loro granai vengono distrutti per costringerli a rinunciare alle loro terre, ai mezzi di sostentamento e ai loro stili di vita. La storia dimostra ampiamente che chi è sfrattato e costretto a reinsediarsi contro la propria volontà, finisce inesorabilmente per soffrire un peggioramento di vita sotto ogni punto di vista: fisico, economico e psicologico. Il governo etiope sta alimentando un’autentica catastrofe umanitaria, verso cui la preoccupazione internazionale continua a crescere. Ciò nonostante, l’Etiopia resta uno dei principali destinatari dei nostri aiuti secondo un Programma paese 2013-2015 allineato al programma governativo etiope detto Growth and Transformation Plan che ironicamente prevede “la costruzione di uno stabile stato democratico e orientato allo sviluppo sostenibile”. Vi chiedo fermamente di prendere misure atte a garantire che i soldi dei contribuenti italiani non siano utilizzati in alcun modo, direttamente o indirettamente, per sostenere lo sfratto e il reinsediamento forzato dei popoli della valle dell’Omo. Ma vi sollecito anche, più in generale, a porre delle condizioni all’erogazione di tutti gli aiuti erogati all’Etiopia, ovvero la cessazione di queste devastanti politiche e delle loro conseguenti violazioni dei diritti umani. Recentemente lo ha fatto il Congresso americano nella Omnibus Appropriations Bill 2014, e alcuni parlamentari europei stanno interrogando l’Unione Europea sollecitando misure analoghe. Per favore, agite subito: se i più importanti donatori all’Etiopia prenderanno posizione, il governo etiope sarà costretto ad ascoltare. Cordiali saluti.



Se potete, fate anche una donazione per aiutarci a sostenere i popoli della valle dell'Omo.
Il caso è difficilissimo, gli interessi in gioco enormi e la pressione dell'opinione pubblica cruciale.
Non possiamo lasciarli soli.

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